Roncarati lascia l’Arci
Il presidente di Piumazzo: «Pressioni per il referendum»
CASTELFRANCO. «Accuso l’Arci nazionale e, a ruota, le ramificazioni provinciali di invadere gli spazi politici per fare opinione e di fregarsene della coesione sociale, quella per cui io ho sempre lavorato». Sono dure le parole di Fausto Roncarati, presidente dimissionario dell’Arci di Piumazzo.
Ex artigiano ormai in pensione, conosce bene la realtà di cui parla: «Questa struttura ha circa ventotto anni, e io me ne occupo da circa venticinque - racconta - Abbiamo voluto fondare questo circolo perché ci fosse un posto in cui aggregarsi. I cittadini si sono rimboccati le maniche ed hanno contribuito a costruire tutto».
Negli anni la struttura è cambiata, basti pensare al nuovo polo scolastico, sorto in seguito al sisma sul terreno di proprietà dell’Arci locale. Nonostante i cambiamenti, però, lo spirito di questo luogo è rimasto immutato, cercando di evitare le pressioni politiche.
«In questi venticinque anni ho sempre detto di no agli inviti della politica. Sono un promotore sociale, ma ho sempre preferito fare la mia attività a contatto con le persone».
La politica, però, arriva: «È accaduto che alcuni soci abbiano fatto pressione per attivare nel circolo di un comitato per il Sì al referendum costituzionale. Io ho detto che qui non si fa attività politica, e l'unica condizione sarebbe stata la presenza parallela di un comitato per il No, per mantenere equilibrate le cose. Un paio di mesi fa, invece, Arci ha iniziato una campagna molto insistente sui circoli locali finalizzata al No. È un punto di vista accettabile quanto il Sì, ma quando martelli i dirigenti allora cerchi anche di creare un’opinione, e questa è una cosa che mi piace già meno. Inoltre poi scopri le associazioni che sostengono questa iniziativa e scopri che sono politicamente schierate, come Anpi e Cgil. Massimo rispetto per loro, che fanno il loro lavoro, però nel farlo si stanno infiltrando in associazioni come la nostra, distraendole da quello che la comunità richiede».
Fausto, quindi, si è rivolto ai vertici dell'Arci per denunciare la situazione, ma senza ottenere risultati. Per questo, l'8 luglio Fausto ha preso la decisione di dimettersi. «Il mio incarico cesserà a settembre, con la fine delle convenzioni. Gli unici ad esprimermi solidarietà sono stati i consiglieri locali e l’Amministrazione comunale». (ev)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
