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Capucci, un artista e il piacere di raccontare la vita quotidiana

di Laura Solieri
Capucci, un artista e il piacere di raccontare la vita quotidiana

«Sono un artista, anche se questa parola è sempre un po’ complicata da dire». Il pittore e scultore modenese Andrea Capucci ci accoglie nel suo studio alle porte del centro della città

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MODENA «Sono un artista, anche se questa parola è sempre un po’ complicata da dire». Il pittore e scultore modenese Andrea Capucci ci accoglie nel suo studio alle porte del centro della città, in una delle zone più interculturali di Modena, zona Tempio, dove c'è il mondo che in questi anni ha creato e immaginato.

«La mia passione per il disegno si è evoluta in progetti scultorei – spiega l’artista - Sono tendenzialmente un figurativo, voglio raccontare storie quotidiane, simboliche, e mi interessa il corpo umano nel suo rapporto con la natura, la città, gli animali: tutto diventa pretesto per raccontare delle storie, per parlare dei vivi, dei morti, del cielo, con una forma molto immediata».

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La passione per l'arte urbana e gli studi architettonici alle spalle hanno portato Capucci a realizzare alcune cose anche in questo ambito. «Come tutti i bambini disegnavo tanto e ho avuto la fortuna di avere una famiglia che valorizzava queste esperienze, a partire da mio padre che si è sempre occupato di poesia - racconta Capucci - Quando sono andato al Venturi a fare l'orientamento scolastico, ho visto la “mia” scuola, ed è stata una folgorazione». Andrea dice di aver capito presto che però vivere d'arte è molto complicato e così «ho trovato un lavoro che fortunatamente mi piace molto: faccio l'educatore per il Centro Stranieri del Comune di Modena da più di 20 anni e in questi ultimi anni mi occupo soprattutto di intercultura, un tema sempre più attuale. C'è da fare tantissimo ma la nostra città mi sembra attrezzata in questo senso, perché ha una tradizione di associazioni, un riformismo, che hanno sempre messo al centro queste tematiche. Penso che un investimento ancora più forte su questi temi sia fondamentale, sulle comunità vivaci che la città rappresenta, con l'umiltà di mettersi in sintonia e dare loro spazio rappresentativo».

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L’incontro, il confronto, la condivisione sono tratti distintivi del percorso artistico e di educatore di Andrea, che ritroviamo nel luogo che più lo rappresenta: «Il mio studio, in questi anni, è diventato luogo di incontro con altri artisti e amici, per scambiarsi competenze culturali, sociali, umane, che fanno la qualità della nostra vita». È un uomo antico, dei sentimenti, delle disponibilità, un uomo che cerca di costruire il senso della propria esistenza insieme agli altri, alle cose che ha intorno, quello che ritroviamo nell’arte di Capucci.

Non solo autoritratti ma la rappresentazione di uomini simbolo che vanno per mare, annusano l'odore dei fiori, si incantano davanti alla meraviglia di un bosco. Nei suoi lavori c'è sempre qualcosa che può accadere, un piccolo disastro o un bacio improvviso, un cambio di nuvole: «l'idea - conclude l’artista - è quella di raccontare il vivere quotidiano dell'uomo e del tempo. La mia arte negli anni è cambiata, adesso ho bisogno di fare più chiarezza dentro di me e la cosa che voglio dire deve essere molto chiara, immediata, rappresentare un uomo immerso nella condizione esistenziale della storia e della natura».

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