Gregorio Paltrinieri, un esempio e non un simbolo
Greg, all’età di uno che di solito non è ancora uscito di casa, ha già vinto tutto, non da divo, ma da dio: delle acque
#GregoRio2016! L’Italia olimpica ha trovato il suo vero portabandiera, il nostro sport non il suo simbolo, non l’eroe a cui aggrapparsi, ma l’esempio da seguire. Paltrinieri da Carpi portava nel suo nome il nome della città a cinque cerchi, ma il destino non è mai scritto, bisogna immaginarlo, progettarlo, costruirlo, soffrirlo, realizzarlo e poi goderlo. Tutto: Greg, all’età di uno che di solito non è ancora uscito di casa, ha già vinto tutto. Senza tradire mai le attese, anche da favorito, compreso l’oro più prezioso, quello olimpico. Senza isterismi e corto circuiti da primadonna, con il sorriso che la fatica pulita disegna sulle labbra, senza strepiti, lamenti, recriminazioni. Non da divo, ma da dio: delle acque. Acque su cui non passeggia, acque che non divide (perché Greg unisce) ma che attraversa come un percorso di vita ambizioso e ricco di ostacoli, che piega con semplicità alla forza del suo impegno, della sua caparbia e onesta volontà.
Non è Greg il simbolo dello sport italiano, molto indietro rispetto a lui, come gli avversari nelle corsie a fianco: che lui guarda con rispetto, esattamente come rispetta il resto di un movimento, olimpico e non solo, incapace di tenere il suo passo, la sua bracciata. Paltrinieri è l'Italia che vorremmo (bella, competitiva, vincente) senza però doverla essere noi in prima persona, ciascuno per la propria parte, ciascuno per la sua quota di sacrificio.
È un oro il suo che affonda le radici dove #GregoRio2016 è nato e cresciuto: ma che si è forgiato mettendo il naso fuori da qui, anche solo per conoscere come ci si allena in Australia, senza però rinnegarne l’origine, fino a dire che il maxi schermo e la folla di amici in piscina a Carpi lo avrebbero aiutato, tanto, dall’altra parte del mondo, in quella notte omerica. A reggere la responsabilità, prima di tutto verso sé stesso. E verso chi ha sempre creduto in lui e in quel senso di giustizia che ci porta a credere e sperare che i meriti vengano premiati, che il migliore vince: contro chi magari bara o barava; meglio di chi si affida solo al genio, alla sregolatezza, allo stellone, al caso, ai nervi, alla fortuna, al talento.
Certo, di talento ce ne vuole tantissimo e Paltrinieri ne ha una miniera: che ha saputo scavare giorno per giorno, vasca dopo vasca, pensiero dopo pensiero. Senza esaurirla per accontentarsi dell'effimero, senza cedere a tentazioni dei gatti e delle volpi che lo aspettano al varco, senza prendere scorciatoie, senza veder le streghe dove e quando non ci sono ma si è soli con sé stessi e il proprio futuro, senza speculare sul già conquistato: ma incastonando di sorrisi e serenità un gioiello dopo l'altro, un obiettivo dopo l'altro, in una crescita lineare come la scia che Greg lascia in acqua (anche se gli esperti dicono che il suo nuoto non è esemplare, ma quelli stanno lì a pettinar le onde, anche in piscina): agli altri seguirla, quella scia di luce dorata, se ne sono capaci.
Facile e giusto e liberatorio gioire per lui e con lui, oggi. Normale, anche se Greg poteva nascere ovunque, preferire pensare che sia successo tutto questo anche perché qui, a Carpi, provincia di Modena, Italia. Ma guai ad immedesimarci, a sentirci rappresentati e in qualche modo assolti per i nostri ritardi e mancanze: anche nel non mettere tutti i potenziali Paltrinieri nelle condizioni di sfruttare la propria occasione, di mettere a frutto il talento, come spesso noi sprechiamo le nostre, i nostri. Guai a fare nostro quel quarto d’ora di celebrità che Andy Warhol, o chi per lui, diceva non si nega a nessuno. Il quarto d'ora scarso di strapotere tecnico, atletico, umano con cui Paltrinieri ha lasciato indietro il mondo può durare un'eternità. Perché nasce da una vita di senso del dovere e di dedizione.
C'è solo da prendere esempio, imparare a nuotare: da uomini, se non da dei. Da carpigiani, modenesi, italiani. Per essere, giorno per giorno, all'altezza di Greg e della gioia che ci ha donato. Anche se lui sarà sempre, augurio di cuore, mezza vasca avanti. A tutti.
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