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Aimag, salta il referendum Prende quota il sondaggio

di Francesco Dondi
Aimag, salta il referendum Prende quota il sondaggio

La consultazione popolare sul futuro dell’azienda è già fuori tempo massimo Benatti: «Ma la giunta può chiedere il parere ai cittadini e ci batteremo per farlo»

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Lo spauracchio referendum, che aveva agitato le acque nel Pd, si è ormai dissolto. Il futuro di Aimag non potrà essere deciso in un’urna elettorale semplicemente perché non c’è più tempo o meglio la consultazione non può essere fatta tre mesi prima o nei tre successivi alle consultazioni nazionali. Se, quindi, in autunno, ci sarà il referendum Costituzionale allora per chiedere ai cittadini di esprimersi sulla multiutility bisognerebbe attendere la primavera quando, però, si suppone, sarà già bello che confezionato il bando per scegliere il futuro partner per la “forte integrazione finalizzata ad un’operazione di fusione”.

C’è però un’altra strada per coinvolgere direttamente i cittadini nella valutazione strategica, che segnerà il futuro dei servizi energetici, idrici ed ambientali di Carpi e di tutta la Bassa. Quel percorso fa rima con la parola sondaggio, la formula prevista dal regolamento comunale.

«La Giunta comunale - si legge - è tenuta a promuovere il sondaggio di opinione entro trenta giorni dal ricevimento dell'istanza di: un terzo dei componenti il Consiglio comunale; 250 cittadini residenti e che abbiano sottoscritto l’istanza. Le istanze devono riportare con chiarezza la proposta di obiettivo del sondaggio di opinione e la proposta di criteri per l’individuazione del campione da interessare al sondaggio». E le opposizioni affilano le armi per riportare nelle piazze una discussione che per molti è rimasta troppo confinata nelle sedi di partito o al massimo nei Consigli comunali. Servono almeno 9 firme per sollecitare la Giunta e - stando ai numeri attuali - il traguardo è scontato anche, magari, contando sul sostegno di Roberto Arletti, neo-uscito dal Pd proprio per le ultime esternazioni contro la volontà carpigiana di fondere Aimag in Hera.

«Al prossimo Consiglio - anticipa Roberto Benatti di Forza Italia - avanzeremo la richiesta. Crediamo che su Aimag vada fatta una valutazione con i cittadini. Anzi, pensiamo che siano più consapevoli loro del futuro della nostra multiutility piuttosto che qualche rappresentante politico. Nel quesito che suggeriremo (sarà poi un gruppo di lavoro tecnico a definire le modalità operative, ndr) non faremo cenno ai nomi delle società interessate ad Aimag, ma si potrebbe chiedere se: si vuole la fusione con una grande società; con una di pari dimensioni; la vendita di azioni a partner industriali; il mantenimento dello status quo. Le tempistiche? Durante il referendum Costituzionale, si possono organizzare banchetti a cui chiedere ai carpigiani un’idea, che non sarà vincolante, ma darà la possibilità a tutti noi di avere la percezione di ciò che pensa chi utilizza i servizi di Aimag».

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