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Sassuolo, ferito a bottigliate, si rifugia in caserma

di Francesco Dondi
Sassuolo, ferito a bottigliate, si rifugia in caserma

Colpito alla stazione, sanguinante ha chiesto aiuto ai carabinieri: l’aggressore magrebino rintracciato e arrestato

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SASSUOLO.  Sanguinante, con ferite alla testa e al collo, si è trascinato fino alla caserma dei carabinieri di via Fossetta dove ha chiesto aiuto. I militari, che hanno chiamato subito l’ambulanza per soccorrere il 36enne, hanno anche raccolto una prima, parziale testimonianza. «Mi ha aggredito un uomo - ha sostanzialmente raccontato il ferito - Mi ha colpito con un coccio di bottiglia, è un marocchino». E a seguire ha fornito una descrizione piuttosto dettagliata, che ha permesso ai carabinieri di rintracciare l’aggressore pochi minuti dopo, arrestandolo con l’accusa di lesioni aggravate.

UNA VICENDA TUTTA DA CHIARIRE. È il canovaccio di una misteriosa - almeno per quanto riguarda i motivi - aggressione, avvenuta lunedì sera nella zona della stazione dei treni. Un’area da tempo ad alto rischio, dove si concentrano i balordi della città e sui cui le forze dell’ordine continuano a “martellare” con controlli mirati e pattugliamenti.

Sono da poco passate le 23 quando esplode la diatriba. I toni si alzano in fretta, poi spunta l’arma improvvisata. È una bottiglia, che il 47enne marocchino brandisce. Pochi istanti e si avventa verso la vittima - un algerino 36enne - colpendola più volte. Lo ferisce alla nuca, al collo, sulle braccia. Poi si dilegua mentre il ferito si dirige verso la caserma dei carabinieri. Si tratta di un ragazzo senza fissa dimora, disoccupato, che però risulta senza particolari precedenti. Così come il marocchino, che fa saltuariamente l’operaio e alle spalle ha qualche problema con la giustizia legato a delle lesioni e ubriachezza molesta. I motivi dell’aggressione sono rubricati come futili; gli inquirenti escludono comunque la droga proprio perché entrambi i contendenti non sembrano essere legati al mondo dello spaccio.

L'AIUTO NELLA CASERMA DEI CC.  Alla caserma di via Fossetta il ferito viene soccorso da un’ambulanza, trattato sul posto e poi trasportato all’ospedale di Baggiovara. Le sue condizioni, inizialmente giudicate piuttosto gravi, vanno migliorando nella notte tanto che viene ricoverato nel reparto di Chirurgia. Dovrà restare a riposo per almeno 25 giorni, tale è la prognosi elaborata dai medici che lo hanno sottoposto a controlli ed accertamenti.

Intanto i carabinieri si mettono alla caccia del marocchino. Hanno una descrizione piuttosto dettagliata e possono fare affidamento anche su alcune testimonianze di coloro che hanno assistito all’aggressione. Il 47enne viene rintracciato poco dopo: indossa ancora gli abiti insanguinati, non c’è possibilità che si tratti di un’altra persona. Scattano le manette con l’accusa di lesioni aggravate e ieri mattina è stato accompagnato in tribunale per il processo per direttissima. Il giudice ha convalidato l’arresto mentre l’avvocato difensore ha chiesto i termini a difesa. In attesa di tornare in aula, il marocchino dovrà firmare ogni giorno in caserma per testimoniare la sua presenza sul territorio.

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