In tanti alla processione di San Michele
I fedeli: «È un rito speciale, con armonia e intimità che non si trovano in altre cerimonie religiose»
Molto partecipata, come da tradizione, lunedì mattina a San Michele, la processione penitenziale a “piedi scalzi e con un un cero in mano” in onore della beata Vergine che nel 1855 fece il miracolo di far cessare un’epidemia di colera nella popolosa frazione a sud di Sassuolo. Nel solo mese di agosto di quell’anno morirono a San Michele 32 persone. Allora don Antonio Pensieri, parroco di quel periodo, annunciò ai fedeli l’intenzione di compiere una solenne processione penitenziale in onore alla Vergine. Il 5 settembre, dopo una nuova processione, il colera cessò. Lunedì la processione è partita dalla chiesa parrocchiale alle 6,30. Il corteo ha poi raggiunto a poche centinaia di metri l’oratorio della Madonna di Loreto dove è stata celebrata la messa e dopo la funzione la statua della Madonna è stata riportata nella chiesa parrocchiale. In questa occasione era presente don Marco Ferrari, parroco dell’unità pastorale della “Madonna di Loreto”. A proposito di questo abbiamo sentito alcuni fedeli che hanno partecipato alla processione. «Abito a San Michele – ha detto Merope Monari – e quando non sono in ferie, partecipo alla processione. Ciò che mi colpisce in questa funzione religiosa è l’intimità che c’è fra la gente. C’è un’atmosfera diversa rispetto alle altre cerimonie religiose».
«Anche io abito a San Michele – ha continuato Anna Maria Solito – e partecipo a questa funzione religiosa da parecchi anni. Abito a San Michele da 36 anni e per me è molto importante partecipare alla processione perché è un avvenimento sacro». A Ferragosto a San Michele arrivano anche persone che provengono non solo dalle zone limitrofe, ma anche da tutta la regione ed oltre ancora. «Vengo da Zola Predosa – ha aggiunto Franco Monteronesi – e partecipo alla processione grazie a mia moglie che mi ha convinto anni fa. Inoltre per me la funzione religiosa è molto importante per rinnovare la mia fede». «Abito a Sassuolo – ha concluso Cristina Sala – e vengo qui da due anni. È importante pensare un po’ di più alle cose spirituali. Questo momento è molto bello perché non si svolge solo all’interno della chiesa, ma anche all’esterno camminando tra le strade del borgo. Inoltre è bello vedere che alla processione partecipano un po’ tutti: giovani, adulti e anziani».
Giovanna Frigieri
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