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Modena, famiglia distrutta in un incidente. «Da quel tragico Ferragosto 2015 mia sorella è morta dentro»

di Stefano Totaro
Modena, famiglia distrutta in un incidente. «Da quel tragico Ferragosto 2015 mia sorella è morta dentro»

«Quel giorno Maria Carmela in un istante al casello d Ravenna ha perso figlio e marito: ora è spenta e non riesce più a rientrare nella loro casa di via Anfossi»

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MODENA «Mia sorella è morta dentro. Sta provando a reagire ma non ci riesce, è ancora troppo presto. La sua vita è stata distrutta in un attimo perché in un attimo ha perso tutto quello che aveva di più caro: il suo unico figlio e suo marito. È passato un anno ma il dolore in lei non ha tempo. E anche la nostra vita, da quel ferragosto, non è più la stessa».

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Antonietta d'Altiero parla al cellulare, in sottofondo si sente il ticchettio della freccia della sua auto accostata per la telefonata e, un po’ più lontano, una voce, sommessa, che indica comunque che all’interno dell’abitacolo ci sono altre persone. Più che parole sembrano singhiozzi, frasi spezzate.

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Antonietta è con la sorella, con Maria Carmela D’Altiero, la mamma che nel terribile incidente di un anno fa, in autostrada, al casello di Cutignola sulla A14, alla porte di Ravenna, era a bordo della Fiat Punto nella quale morirono, travolti e schiacciati da un’Audi A3 piombata come un razzo sulla loro auto, suo marito Andrea Giunta di 56 anni e il figlio Michele, 19 anni.

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Un destino fatale: da una parte una famiglia che rientrava dalle ferie dopo aver trascorso le vacanze in un bungalow al campeggio Villaggio dei Pini di Punta Marina di Ravenna, dall’altra una coppia di giovani amici di Macerata, di 21 e 22 anni, che stavano trascorrendo no stop quello che, come avevano preannunciato su Facebook, per loro doveva essere «un week end indimenticabile».

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I due erano andati a Rimini, nel locale L’Altro mondo Studio’s per seguire la nottata proposta da un dj di fama internazionale. Dopo aver passato la notte in bianco i due amici si erano recati a Mirabilandia, al parco giochi. E poi di nuovo in auto per andare, come sembra, a Milano, per altri appuntamenti. Tutto di fila, senza droghe e alcol. Ma arrivò un colpo di sonno che fece volare la loro Audi A3 sulla Punto della famiglia Giunta, che era in fila al casello.

Andrea Giunta e il figlio Michele morirono sul colpo, la mamma Maria Carmela rimase schiacciata, riportò fratture multiple, anche al bacino, e venne ricoverata dapprima a Cesena poi a Bologna, per essere vicina alle sorelle e assistita da loro.

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«Mia sorella non se la sente di parlare. Proprio in questi giorni il ricordo si è fatto più acuto, più pungente, Sono arrivate telefonate, messaggi, lettere. Per lei è un calvario. Un calvario anche fisico perché piano piano ha ripreso camminare, non deve usare deambulatori o stampelle, ma deve comunque fare ancora tanti esami e cure specifiche. È spesso in ospedale».

«Male fisicamente, ma soprattutto male dentro. Ripeto, è come se si fosse spenta, morta dentro. Ci sono state le cure, la riabilitazione. Lei era con me e l’altra mia sorella, entrambe abitiamo nel Bolognese. Solo qualche mese fa ha affrontato la “grande prova”, quella di entrare in casa, nell’appartamento in via Anfossi. C’è stata un po’, è entrata, ma poi via. Ci ha riprovato di nuovo, ogni tanto fa dei tentativi. Ma non ci riesce. È presto, ancora troppo presto».

E il lavoro? Sia lei che il marito erano operai in forza alla Cnh New Holland. Lei originaria dell’Avellinese, lui siciliano: il lavoro e la sicurezza economica a Modena, un figlio, Michele, cresciuto qui e che aveva terminato gli studi allo Spallanzani di Castelfranco.

«Questa estate Maria Carmela è rientrata al lavoro, doveva provare a reagire. C’è andata uno, due giorni poi di nuovo è crollata, si è sentita male. Non si dà pace. E non ci diamo pace neanche noi».

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