La “tassa” dei libri di testo Ecco come risparmiare
Per un figlio che passa alle medie ogni famiglia spende all’incirca trecento euro Siti e portali, cartolibrerie, grande distribuzione: le opzioni per ridurre l’esborso
Manca un mese al suono della campanella. Per chi ha figli che passano dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado (le medie) quante novità, vero? Dubbi, speranze, supposizioni, inquietudini e, sicuramente, una certezza: i bei tempi del cedolino per ritirare gratuitamente i libri di testo da riconsegnare timbrato sono ormai solo un lontano ricordo. In media un genitore spende per i libri di ogni figlio che passa alla scuola secondaria inferiore (le medie, appunto) circa 300 euro. E con le superiori la spesa lievita ancora.
Come risparmiare? Una premessa. Alla voce “scelta dei testi scolastici”, il sito del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca) scrive “Il collegio dei docenti può adottare, con formale delibera, libri di testo oppure strumenti alternativi, in coerenza con il piano dell'offerta formativa, con l'ordinamento scolastico e con il limite di spesa stabilito per ciascuna classe di corso”. Cosa significa? Anche se molti non lo sanno, il “libro di testo” è solo uno degli strumenti didattici a disposizione dell'insegnante. E questo significa che un professore (o meglio un collegio docenti) potrebbe tranquillamente decidere di spiegare la materia durante l'anno con video, disegni, opuscoli creati da lui stesso, così come decidere di utilizzare la versione digitale di un manuale (meno costosa) e via dicendo. Di solito non lo fa, ma ricordatelo, è una scelta. Non è che sia obbligato a scegliere il libro di testo, come strumento didattico, lui.
Quelli obbligati a comprarli, invece, nel momento in cui l'insegnante opti per il libro, beh, siete voi. C'è anche un'altra brutta notizia: a partire dall'anno scolastico 2014/15 è stato abrogato il “vincolo pluriennale di adozione” ovvero l'obbligo di mantenere gli stessi libri di testo per almeno per sei anni. Ringraziamo il cosiddetto Decreto Crescita 2.0 anche detto Decreto Sviluppo bis, approvato con Decreto Legge 18.10.2012, n. 179 e convertito con la Legge 17.12.2012 n. 221 (G.U. 18.12.2012). Le edizioni dei manuali vengono aggiornate quasi ogni anno e questo comporta che, molto probabilmente, anche se avete avuto altri figli o nipoti o amici usciti da pochi anni dalla stessa scuola dove deve entrare il vostro figliolo, i libri di testo usati e magari ancora intonsi, non vadano bene ugualmente.
A far da contrappeso purtroppo buone notizie non ce ne sono. Si può però provare almeno a risparmiare sugli acquisti dei testi. Come? Prima di tutto bisogna decidere se si vogliono comprare libri nuovi o libri usati. E la seconda opzione, diciamolo, si usa soprattutto per i manuali delle superiori. Uno dei siti online di riferimento per l'usato è sicuramente www.libraccio.it che garantisce risparmi medi del 35% (ma con un po' di fortuna si tocca anche il 50%).
Se non lo conoscete provate a dare un'occhiata. Torniamo ai libri nuovi.
Opzione uno: la cartolibreria. Non è la soluzione più economica, non effettua sconti, a volte sembra in ritardo sulle consegne, ma è giusto sapere che sui libri di testo per i cartolai il guadagno è praticamente nullo. In più non hanno contatti diretti con le case editrici e sono dipendenti dai grossisti di zona (che ad agosto sono chiusi) e, spesso, devono pure andarseli a prendere, gli scatoloni dei volumi ordinati. Senza rimborsi spese. Opzione due: la grande distribuzione.
Da Coop ad Esselunga, da Carrefour ad Auchan, si recupera una media del 15% dell'importo totale, spesso convertito in buoni da utilizzare negli acquisti successivi. Le prenotazioni possono essere effettuate online. Esselunga consegna anche casa. Terza opzione: l'acquisto online. Per quanto riguarda questa preferenza, tra siti e portali, indubbiamente vince Amazon.it, che propone sconti sui libri di testo e pure la consegna gratuita per acquisti superiori ai 29 euro.
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