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Modena, nuovo anno scolastico: all’appello mancherà il 42,5% degli insegnanti

di Gabriele Farina
Modena, nuovo anno scolastico: all’appello mancherà il 42,5% degli insegnanti

L’allarme dei sindacati: «Dagli asili fino alle superiori da assegnare tante cattedre E chi l’ha ottenuta potrebbe avviare il “baratto” per cambiare sede. Rischio caos»

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MODENA. Un anno scolastico con partenza ad handicap... È quello che rischiano di affrontare gli studenti innanzitutto e i docenti che sono poi i diretti interessatidal problema. Secondo le ultime statistiche, infatti, nelle scuole modenesi, dati della Flc-Cgil, manca il 42,5% degli insegnanti.

«Dubitiamo fortemente che le lezioni partano regolarmente quest’anno», ha sottolineato Mara Mellace, segretaria della sigla di Modena. Il suo appello è condiviso da altre sigle. Già il 25 luglio Monica Barbolini, segretaria della Cisl Emilia Centrale, aveva segnalato tale rischio. Allora la riforma era stata tacciata di «dilettantismo e arroganza». «Il ministro e il governo pervicacemente negano ogni errore e difficoltà di una legge pensata e scritta malamente - ha rafforzato Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda degli insegnanti - la cui realizzazione sta incontrando difficoltà insormontabili, che gravano su tutta la comunità scolastica».

«Non vedo una soluzione pacifica - ha ripreso Mellace - perché dal ministero dell’Istruzione dicono che va tutto bene. La “buona scuola” produce però macerie». I numeri presentati dalla Flc-Cgil fotografano una realtà chiara. C’è il rischio che studentesse e studenti riempiano gli zaini di libri… e poi possano segnare nei loro diari “prof: assente”.

Senza considerare che, una volta nominati, gli insegnanti cambino i testi già previsti. Per Di Meglio il rischio è «una “girandola” di supplenti peggiore degli scorsi anni». I meno coperti sono i più piccoli. Nelle scuole d’infanzia di Modena e provincia mancano 79 maestri su 81. Insomma, soltanto il 2,5% dei posti è stato riempito. La percentuale sale al 87,5% per il sostegno (un posto vacante su otto).

Nelle elementari di una volta (ora primarie) si cercano ancora 61 maestri, mentre 338 sono stati nominati (84,7% del totale). Il valore scende al 42,7% nelle medie di un tempo (ora secondarie di primo grado). Mancano 170 insegnanti su 297 cattedre. Salendo di grado nelle superiori si trovano meno cattedre in attesa di professore. Sono 138 su 463, ovvero il 29,8%. Dalla Flc-Cgil hanno spiegato che la fonte dei dati è il ministero stesso.

«L’elaborazione è stata effettuata tenendo conto dei dati ricavati dai prospetti forniti dal Miur dopo i movimenti - si legge nella nota metodologica - in considerazione dei numerosi errori questi dati potrebbero subire significative variazioni». Errori che hanno prodotto già decine e decine di reclami. Intanto, molti docenti sembrano tornare bambini e sono pronti a scambiare le cattedre come se fossero figurine. «È la nuova modalità del baratto dei posti - ha denunciato Mellace - per cui i docenti si stanno già muovendo, chiedendo di essere spostati in un’altra sede». Insomma, un insegnante modenese assegnato a Firenze potrebbe chiedere a un collega fiorentino nominato ai piedi della Ghirlandina di fare cambio. «Ci chiediamo quale sia la trasparenza e quali siano le modalità - ha chiesto Mellace - siamo a un livello di fantapolitica. Come funziona questo meccanismo?».

Un po’ come il modello della chiamata diretta da parte dei presidi, già criticato dai sindacati. «Ci sono dirigenti con la “massima creatività” - ha spiegato la sindacalista - e altri che non si fanno condizionare e scelgono sulla base degli ordini di mobilità». Una modalità su cui dalla Flc-Cgil vorrebbero conoscere meglio il funzionamento dell’algoritmo. «Ho continuato a ricevere segnalazioni - ha riconosciuto Mellace - anche nel weekend di Ferragosto. Ci sono casi di famiglie disgregate, in cui la madre è stata assegnata in una provincia e il padre in un’altra. Se ci sono figli piccoli come si fa? Una maestra modenese è stata mandata in Lombardia nonostante i posti a Modena ci siano. Non so come faranno a gestire tutto il sistema».

Senza dimenticare i problemi per gli insegnanti a tempo determinato e i contratti fermi per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. «C’è scarso rispetto verso i docenti - ha concluso Mellace - ma c’è in gioco il diritto all’istruzione».

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