Pronto soccorso preso d’assalto
Oltre 100 persone al giorno. Il servizio “Spezza l’attesa” riprende a settembre
Al 31 luglio di quest’anno il numero di utenti del Pronto Soccorso è già a quota 22.708, come a dire circa 3.200 al mese, oltre 100 pazienti al giorno.
Insomma facile capire che i tempi d’attesa per patologie non gravi possono essere molto lunghi. Purtroppo per i malati che aspettano il loro turno non c’è nemmeno il conforto del servizio di Avo (volontari ospedalieri): “Spezza l’attesa!” il progetto che ha l’intento di migliorare la sosta delle persone nell’anticamera del Pronto Soccorso. «Un servizio da noi molto desiderato – afferma il primario Tassi – e che sta andando molto bene. Le fasce orarie di presenza dei volontari vanno dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22, i momenti in cui si registrano i maggiori picchi di accesso. Al momento esso è stato interrotto per il periodo estivo: riprenderà a settembre, quando incontreremo i volontari per ricevere un loro feedback. Sono molto bravi: c’è molta soddisfazione sia da parte degli utenti, sia da parte degli infermieri di “Triage” (valutazione della gravità degli utenti), che, con molti di essi, hanno istaurato un bel rapporto e che riconoscono il servizio come un valido supporto che rende la sala meno disturbata e più tranquilla. Anche i pazienti hanno dato parere favorevole: a loro occorre spesso spiegare il motivo per cui aspettano, che cosa li attende nel momento in cui varcano la soglia del Pronto Soccorso, il significato dei colori dei codici di accesso: quest’ultimo aspetto spesso non è ben compreso, dato che i codici gialli e rossi entrano da dietro e i pazienti in attesa con codice bianco non li vedono entrare, chiedendosi perciò il motivo di tanta attesa e perché sembri non arrivare mai il proprio turno». Un servizio, quello offerto dal Pronto Soccorso, che non teme la prossima realizzazione della Casa della Salute, anzi. “Se funzionerà come si deve – conferma il primario – sarà di grande aiuto soprattutto per il Pronto Soccorso: essendo prevista 24 ore su 24 la presenza di medici, di continuità assistenziale o di base, essa costituirà un vantaggio sia per noi che per i pazienti, che spesso vengono in Ps a seguito dell’irreperibilità del proprio medico»
Valeria Cammarota
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