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Stazione di Modena, allarme bomba ma è il kit del mangiafuoco

di Stefano Totaro
Stazione di Modena, allarme bomba ma è il kit del mangiafuoco

I passeggeri del Frecciabianca preoccupati da sacchetto con “pseudo-molotov” La Digos sale sul convoglio: erano soltanto i liquidi per lo show di un circense

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MODENA. Se voleva dare spettacolo, nel senso di un evento inconsueto e curioso la cui rappresentazione viene vissuta da più persone, c’è riuscito in pieno, anche se del tutto inconsapevolmente. Gli è bastato dimenticare sulla “Frecciabianca” un anonimo sacchetto con parte del suo kit di lavoro: passeggeri allarmati per presunte bombe molotov , capotreno che avvisa le forze dell’ordine, le divise modenesi , o meglio “ i nostri” che arrivano e risolvono il caso scottante di allarme terrorismo. E tutto questo alla vigilia di Ferragosto, in una domenica calda per i trasporti, anche ovviamente sui treni.

Protagonista inconsapevole di tutto questo, dicevamo, un mangiafuoco, una figura ormai mitologica negli anni Duemila ma che si ripropone in carne ed ossa nella figura di artisti da strada o di circo. Un artista dunque e si sa, gli artisti spesso sono sbadati. Così domenica 14 agosto, nel primo pomeriggio, il tranquillo collegamento veloce “Frecciabianca, che unisce il nord al sud diventa teatro di un classico allarme terroristico.

Ad alcuni passeggeri infatti non era sfuggito un sacchetto, pare di carta, da cui fuoriuscivano il collo di una bottiglia e il becco di una latta di metallo.

Una bottiglia incendiaria? Una molotov, un qualcosa contenente una micidiale miscela esplosiva? Di questi tempi tutto è possibile e ogni fatto anomalo, ogni circostanza che si discosti dalla cosiddetta “normalità” viene notato non solo dagli esperti ma anche e soprattutto dalla gente comune, per altro ben informata dalle numerose campagne sul tema che indicano come luoghi “sensibili” appunto quelli con concentramento di parecchie persone, i mezzi di trasporto, le stazioni, le manifestazioni di vario genere.

Cosicché gli stessi passeggeri hanno raccolto il sacchetto, lo hanno deposto in una toilette, ben isolato, e poi hanno avvisato il capotreno della presenza dei contenitori misteriosi. E’ stato dato l’allarme e quando il treno ha fatto fermata alla stazione di Modena , sulla pensilina c’era la polizia, gli agenti e gli ispettori della Digos.

La squadra è salita sul treno, il sacchetto “incriminato” è stato tolto dalla toilette ed esaminato. Ed ecco svelato l’arcano: una bottiglia da un litro con petrolio bianco, una latta con altro liquido infiammabile, un gustoso paio d’occhiali a forma di cuore di colore rosso, un’asta con gancio e pezzuola da legare un’eventuale torcia.

E’ apparso quindi chiaro che si trattava di materiale da spettacolo, tutta roba che un mangiafuoco aveva dimenticato sul treno. Il treno allora riparte, i passeggeri tornano tranquilli, lo spettacolo può continuare.

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