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Via Fanti, il rebus dei controlli

Via Fanti, il rebus dei controlli

Razziate una ventina d’auto, telecamera lasciata fissa: il “filotto” può riproporsi

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Via Fanti: ora che è stato dimostrato quanto sia facile rompere finestrini e saccheggiare una ventina circa di auto, che cosa si intende fare? Quella telecamera, che è brandeggiante, ovvero che può spostare il suo occhio elettronico grazie ad un comando collocato alla centrale, resterà sonnacchiosa a guardare esclusivamente l’ingresso-uscita del sottopasso della stazione, quello che collega la stazione centrale con l’area di via Fanti? Cosa accadrà più avanti, quando col finire dell’estate il parcheggio di via Fanti sarà frequentato da auto lasciate in sosta di notte? Si vedrà. Intanto i numeri parlano chiaro. Nella notte del dopo partita della Juventus, ovvero quella tra sabato e domenica scorsi, qualcuno armato di una pietra, o di una candela da auto o di un martello ha realizzato un impressionante filotto lungo tutto il lato che costeggia i binari della stazione. Solo alcune auto sono state saccheggiate in seconda fila, quella subito successiva, in mezzo. Otto denunce sono state presentate ai carabinieri, due quelle alla polizia: questo il dato di ieri. Ma sempre ieri , sul campo di battaglia, c’erano ancora sei vetture con i finestrini fracassati e questo fa presumere che la denuncia non sia stata ancora effettuata dai proprietari, che forse sono ancora via dalla città. Per terra inoltre, tra auto di recente parcheggiata e che quindi non hanno subito furti, ci sono una decina di mucchietti di vetri fracassati, tracce inequivocabili della spaccate. Dunque almeno sedici colpi e probabilmente tutti nella stessa notte. Nelle auto ancora sul posto , all’interno si nota l’affannosa ricerca di qualcosa di valore da rubare: sul sedile o sulle pedanine ci sono documenti rovesciati, carte, oggetti rotti,. D’inverno, solitamente, un’area colpita dai topi d’auto è quella che gravita attorno al cinema Victoria, poco distante. Anche lì razzie eclatanti, che si ripetono inesorabili da anni. Insomma, l'impressione e è che dietro alla stazione sia terra di nessuno. (s.to)

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