E la Miroslawa ora si risposa
Nuovo amore a Vienna per la ballerina dello Shilling’s condannata per omicidio
Mai dire mai. Per Katharina Miroslawa, la ballerina dello Shilling’s accusata (e condannata) per l’omicidio di un industriale parmense nel 1986, la vita ricomincia con un matrimonio in vista. A Vienna, con un manager svedese e che, stando alle sue parole «sa tutto di me, della condanna e del carcere ma crede alla mia innocenza».
Della ballerina che faceva impazzire i clienti al night club più famoso del nord Italia, a due passi da largo Garibaldi e smantellato due mesi fa, i modenesi sono abituati a ricordare le sue pose da vamp e le furiose polemiche accompagnarono il processo.
L'ex ballerina polacca, oggi 54enne, fu condannata nel '93 a 21 anni e 6 mesi come ideatrice dell'omicidio dell'industriale Carlo Mazza, il cui cadavere venne ritrovato a Parma nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 1986; dopo sette anni di latitanza e sei processi ha scontato in carcere a Venezia 12 anni di reclusione e uno di affidamente ai servizi sociali. Lì in carcere afferma di avere riscoperto la fede cattolica e qualche conferma deve essere arrivata anche ai religiosi. Fatto sta da tre anni fa è tornata libera.
Le due polizze sulla vita per oltre un miliardo di vecchie lire degli anni ’80? Non si sa. Per l’accusa era quello il vero movente di un omicidio che aveva trasformato in una mantide la giovane e ambiziosa ballerina che aveva coinvolto nel progetto, e poi coinvolto a processo, anche fratello e marito. Già, prchè lei era effettivamente sposato con un suo connazionale, Witold Kielbasinski, suo partner negli spettacoli nei night. Ha divorziato da lui nel 2014: «Con lui eravamo sposati solo civilmente» commenta stringata.
Lei ha contstato tutto, si è sempre proclamata innocente, ha più volte annunciato un libro di memorie in cui avrebbe dimostrata la sua estraneità all’omicidio. Mai pubblicata una riga. «Vorrei la revisione del processo - dice ora - ma servono un buon avvocato e tanti soldi che non ho».
In compenso dopo Venezia si è trasferita a Vienna dove abitano i genitori e dove ha cominciato a vendere pregiati vini italiani. «Il mio futuro marito? - dice alla Gazzetta di Parma - È un uomo divertente e sensibile, con cui voglio sposarmi in chiesa. È svedese e lavora nel settore informatico, sa tutto e crede nella mia innocenza». Nell’attesa dei fiori d’arancio coccola il nipotino; il figlio Niki, 36 anni, avuto con il precedente marito, vive ad Amburgo. «Vorrei vendere anche il prosciutto e i salumi emiliani, che qui non sono molto diffusi» conclude per rilanciare la sua nuova vita da commerciante. (s.c.)
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