Fotovoltaico, il futuro nasce all’Aton
Ra.Store, un sistema innovativo per sfruttare appieno l’energia prodotta dall’impianto anche nelle ore notturne
È un fiore all'occhiello in Italia, l'azienda modenese Aton Storage srl, con sede a Spilamberto, attiva nella progettazione e produzione di sistemi di accumulo di energia elettrica da sistemi fotovoltaici. L'aspetto innovativo di Aton è dato da una proposta che consente di utilizzare appieno l'energia prodotta dal proprio impianto domestico rendendosi autonomi dalla rete nel consumo di energia, e soprattutto producendo e consumando energia pulita. Creata nel 2015, Aton Storage «è una realtà che ad oggi, in Italia, come costruttori certificati di queste macchine, è tra le prime – ha dichiarato l'ing. Ettore Uguzzoni, responsabile di Aton Storage - A Monaco, alla fiera di riferimento sulle tecnologie ambientali del giugno scorso c'eravamo solo noi come italiani nel reparto storage, su circa 50 espositori in quel padiglione. Noi eravamo presenti con uno stand di 100 metri quadrati di fronte ai big tedeschi». Aton Storage riunisce un gruppo di ingegneri e imprenditori con esperienza decennale nel settore. «L'azienda è composta da ingegneri e tecnici che dal '93 lavora nella ricerca e sviluppo sulle batterie e sistemi di ricarica e monitoraggio delle batterie – ha spiegato l'ing. Ettore Uguzzoni, responsabile di Aton Storage - poi c'è un team di imprenditori che invece si occupa della parte industriale e finanziaria». Grazie ad una tecnologia innovativa nel campo dell’efficienza energetica l'azienda sviluppa sistemi di accumulo che consentono di poter utilizzare appieno l’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico, anche nelle ore serali o notturne. Aton fornisce due diverse tipologie di prodotti, "Ra.Store"e "Ston", per l'accumulo energetico, sia per chi desidera installare un impianto ex novo, ma anche per implementare un impianto fotovoltaico già esistente. «L'innovazione principale è data dal sistema di batterie che accumulano energia. Al cliente che ha già l'impianto fotovoltaico, ad esempio – ha spiegato Uguzzoni - ci troviamo nella condizione di poter dire che l'energia che oggi lui vende alla rete, perchè non la consuma, la può accumulare grazie ad una batteria per poi utilizzarla quando ne ha la necessità». Normalmente, negli impianti fotovoltaici, l'utente utilizza l'energia sul momento e quella in eccesso viene venduta alla rete, e poi ricomprata nei momenti in cui l'impianto non funziona, come le ore serali e notturne. «Ora se mi conviene vendere e poi ricomprare, allora non c'è problema – ha precisato Uguzzoni - ma di solito si vende a un prezzo più basso di quanto si compra, e in questo caso conviene dotarsi di una batteria che accumula». I moduli che Aton propone hanno due batterie al litio in dotazione ma con la possibilità di aggiungerne fino a sei. La vita media di una batteria è di dieci anni, poi è possibile cambiarle, considerando che l'investimento maggiore di tutto l'impianto fotovoltaico è per i pannelli, che rimangono sempre quelli, mentre il costo per cambiare le batterie è sensibilmente più contenuto. «Stando alle statistiche il consumo medio giornaliero per una famiglia che ha una villetta a schiera non supera i 10 kwatt giornalieri – ha precisato Uguzzoni – e sempre stando alle statistiche, il 30% dei consumi si ha durante il giorno, mentre la parte più rilevante, il 70% si ha nelle ore serali, in cui l'impianto fotovoltaico non produce energia. Per rendersi autosufficienti un impianto medio deve dotarsi di almeno tre batterie. E' anche vero che grazie al 50% di defiscalizzazione metterei una batteria in più, perchè tanto la paga a metà». - Un altro aspetto innovativo è dato dal design delle batterie: «noi abbiamo cercato di realizzare un oggetto che sia considerato come un elettrodomestico – ha spiegato Uguzzoni - lo possiamo chiamare "stazione di energia". Questo elettrodomestico deve essere semplice e deve essere tecnologicamente avanzato. Metterci in casa un oggetto, come avviene con i nostri concorrenti, ingombrante, appeso al muro, con cavi a vista, antiestetico, può essere sgradevole. Noi invece abbiamo cercato di produrre un oggetto che possiamo considerare come un elettrodomestico facile da usare e intuitivo nella lettura dei dati, che abbia anche una qualità in fatto di design». Dal 1 gennaio di quest'anno è uscita una nuova normativa che permette anche ai condomini di realizzare impianti fotovoltaici.
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