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Libri, le prenotazioni in cartoleria

Libri, le prenotazioni in cartoleria

Il servizio che i negozi danno sulle liste degli istituti permette prezzi un po’ ridotti

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Quando si parla di acquisti scolastici, la guerra a colpi di sconti è inevitabile. Ed ogni anno gli ipermercati sono quelli che meglio riescono ad abbattere i prezzi in virtù della grande distribuzione. Sul fronte dei testi scolastici le librerie risentono molto di questa concorrenza e quelle rimaste aperte ormai sono poche. La “terza strada” di questo settore è rappresentato dalle cartolerie che si offrono di prenotare e distribuire i libri. Anche se non riescono a proporre sconti elevati, alcuni negozi hanno a carico un numero cospicuo di ordini. «Noi chiudiamo le prenotazioni il 30 di luglio» afferma Maurizia Manni, proprietaria, insieme al marito, della cartolibreria Il Puffo, sottolineando che segue soprattutto le scuole elementari e medie, anche se con qualche difficoltà: «Ho dovuto rifiutare alcune richieste, perché a questo servizio lavoriamo solo in tre e per questioni di gestione e spazio in magazzino non riusciamo a soddisfare più di un certo numero di clienti». La cartoleria di via Araldi non riesce ad offrire una riduzione del 15% sul prezzo di copertina, ma punta ad un diverso tipo di servizio: «Oltre alla prenotazione e alla distribuzione offriamo anche la copertinatura dei libri, che sui testi di prima media è gratuita. Poi a me viene spontaneo consigliare il cliente, e questo tipo di trattamento piace. Negli ipermercati le persone vengono seguite meno, si trovano più spaesate». Per Manni, se si vuole mantenere questo tipo di attività «bisogna essere onesti e puntare sull’approccio. Per noi dare buoni consigli paga, e non solo per i libri: vendiamo in media due zaini al giorno». A proposito dei prodotti venduti, sottolinea «Noi non trattiamo merce economica, puntiamo sulla qualità. Offriamo comunque uno sconto del 10% sulle liste scuola e cerchiamo di tenere il prezzo dei quaderni a un euro l’uno, anche se hanno una carta migliore rispetto a quella degli ipermercati». (e.d.)

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