Marta e i suoi “tesori” «Gli animali, antidoto a tristezza e noia»
Dal gatto che si diverte a giocare a nascondino ad Apache un “cavallo apatico” conquistato con pazienza e costanza
«Fin da piccolina, dove c'erano gli animali, c'ero anch'io. Potevano essere cani, gatti, cavalli, asini, mucche, conigli, pecore, per me non faceva differenza: mi bastava stargli vicino ed ero la bimba più felice del mondo. E ancora oggi è così!».
Marta Tebaldi, 30 anni, di Modena, impiegata in uno studio legale, ama la pallavolo, la musica, cantare e soprattutto gli animali e tutto ciò che li riguarda. «Penso che se le persone avessero il cuore degli animali, tutto intorno a noi sarebbe diverso, migliore. Gli animali mi fanno uscire da dentro sorrisi sinceri. I miei tre tesori (perché così li chiamo e li reputo) Pegghy, Apache e Fuliggine, mi hanno reso una persona migliore e mi hanno fatto conoscere il significato delle parole amore, amicizia, complicità, gioia e serenità, una serenità che nella vita, per milioni di motivi, non è sempre facile trovare».
Per molti anni, Marta ha avuto al suo fianco una bellissima dalmata di nome Pegghy, «nome scelto non a caso, adorando io il cartone animato “La carica dei 101” - sorride Marta - Oggi Pegghy non c'è più ma nei miei pensieri e nel mio cuore è sempre presente». Attualmente Marta ha un meraviglioso micione nero, Fuliggine, di 9 anni, e un cavallo, preso in fida completa, di nome Apache. «Fuliggine è un gatto pazzo e dispettoso ma sa trasmetterti un affetto immenso! Lo adoro perché con lui non mi annoio mai: lo definisco un “caso a sé” perché sembra quasi un cane per alcuni lati del suo carattere. Gli ho anche insegnato a giocare a nascondino. Ogni volta che torno a casa da lavoro, lo trovo davanti alla porta che mi aspetta e comincia a farmi le fusa per farmi capire che è contento che io sia tornata».
Marta, parallelamente, ha sempre avuto la passione per i cavalli e il sogno di imparare a cavalcare. «Due anni fa - racconta - ho iniziato a praticare lezione al Circolo Ippico “La Fenice Horse” a Casalgrande dove ricordo come fosse ieri una frase che mi disse il proprietario del maneggio, Fausto Fregni: «Creerai un feeling particolare con un solo cavallo e lo capirai all'istante, non appena riuscirai a entrare nel suo mondo e nel suo cuore».
E così è stato, con Apache, un cavallo di 16 anni: io e lui eravamo due anime destinate ad incontrarsi perché simili caratterialmente e che riescono a capirsi con piccolissimi gesti e semplici sguardi.
Lo chiamavano tutti il “cavallo apatico”, perché sembrava essere fatto di ghiaccio: si girava dall'altra parte quando qualcuno cercava di accarezzarlo e non mostrava la minima reazione come se nulla di quello che gli capitava attorno lo toccasse. Mi sono molto rispecchiata in lui perché anch'io, a causa di sofferenze passate, sono diventata diffidente e distaccata … Così ho iniziato a fare le mie lezioni con lui e me ne sono innamorata. Ringrazio Roberta Rienzi, che mi ha insegnato a cavalcare e mi ha seguito con tanta pazienza e costanza».
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