Quartiere senza servizi, la rivolta dei residenti
SAN PROSPERO. È passato un anno da quando i residenti del quartiere San Geminiamo avevano esposto sulla Gazzetta le problematiche della zona, ma nulla sembra essere cambiato. Dai lampioni pericolanti...
SAN PROSPERO. È passato un anno da quando i residenti del quartiere San Geminiamo avevano esposto sulla Gazzetta le problematiche della zona, ma nulla sembra essere cambiato. Dai lampioni pericolanti e tenuti in piedi da mattoni al materiale edile abbandonato e pericoloso fino a cavi scoperti, strada fatiscente, manutenzione inesistente del verde e tanti altri disagi che ogni giorno costringono i residenti a vivere in una situazione critica.
«Siamo davvero stanchi, non sappiamo che altro dire o fare». A parlare è Roberto Pollastri, residente in via De Andrè con la compagna in uno degli appartamenti del quartiere, case rifinite al dettaglio e con tutti i comfort ma dove il “contorno” non sembra essere all’altezza delle aspettative.
L'unico intervento fatto, proprio dopo le lamentele dei residenti, è stata l’asfaltatura della strada e la sistemazione di qualche lampione, che però non ha soddisfatto i residenti. «Dopo anni che viviamo qui non è accettabile una situazione del genere, vogliamo i servizi che ci spettano».
Una vicenda iniziata nel 2006, quando la ditta Ecoland stipulò la convenzione edilizia con il Comune per edificare. Non avendo rispettato i termini per eseguire le opere di urbanizzazione primaria e secondaria (sette anni dall’autorizzazione), nel 2013, dopo vari solleciti, il Comune ha riscosso la fideiussione in essere con l’impresa e ha preso in carico il quartiere.
«Sembra la storia infinita - racconta Roberto - adesso tutta la vicenda è passate nelle mani dell’amministrazione che però, da quello che ci è stato detto dall’ufficio Tecnico attraverso il portale “la fabbrica del cittadino” dovrà seguire un iter burocratico per rifare il progetto e le gare d’appalto».
Roberto continua illustrando parte del contratto che riguarda gli interventi di urbanizzazione: «Nel contratto c’è scritto a chiare lettere che le opere dovevano essere ultimate entro sei anni ma anche questo non è avvenuto. Sono passati nove anni e non sono ancora state completate...».
I residenti sono esasperati e non vedono una via di uscita: «Non so quante volte abbiamo scritto al Comune - aggiunge Filippo Antoniazzi, altro residente di Via De Andrè - certo, le risposte arrivavano sempre ma fino ad ora solo promesse, non ne possiamo più, vogliamo un quartiere degno di quello che abbiamo investito».
Serena Fregni
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