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Ufficio oggetti smarriti: a Modena c’è chi ha perso persino un drone

Ufficio oggetti smarriti: a Modena c’è chi ha perso persino un drone

I segreti dell’ufficio oggetti smarriti in via del Murazzo a Modena.  In sette mesi già 450 restituzioni. Le regole e le aste di bici

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MODENA. C'è perfino un drone, che evidentemente ha perso la rotta di casa, tra gli oggetti smarriti in attesa di ritrovare il proprietario custoditi dal Comune di Modena. Una specie di cornucopia della memoria creata da chi , magari, proprio per poca memoria, ha perso inconsapevolmente o abbandonato qualche oggetto strano, prezioso, a volte utile e fondamentale.

Negli ultimi anni, nella lista degli “smarriti”, ci sono stati anche un inginocchiatoio, un candelabro elettrico e l'insegna di una strada (non di Modena). Tra biciclette, documenti, chiavi e portafogli sono stati 737 i beni restituiti nel 2015 e l'anno prima 488, mentre nei primi sette mesi di quest'anno sono già circa 450.

Ecco, in particolare, cosa è stato consegnato negli ultimi tre mesi: una trentina di biciclette, qualcuna anche da bambino, 28 cellulari, una valigetta, una fotocamera, un paio di anelli e diversi oggetti di bigiotteria. Più decine di chiavi, portafogli, paia di occhiali e materiali scolastici come libri e quaderni.

La procedura per recuperare è semplice: per le biciclette e per gli altri oggetti di qualche valore, quindi registrati, è necessaria una denuncia di smarrimento, il più possibile dettagliata in modo da essere certi dell'effettiva proprietà del bene che si reclama. In mancanza di un documento che consenta di individuare l'oggetto che si sta cercando, infatti, non si può nemmeno entrare a dare un'occhiata.

Per gli altri oggetti, come le chiavi o gli occhiali, invece, è sufficiente recarsi all'ufficio in via del Murazzo 117 (aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e il lunedì e il giovedì anche dalle 15 alle 17, 059 2033247), per verificare se qualcuno ha recuperato ciò che si è perso e lo ha consegnato al Comune.

La legge prevede anche che al termine di un anno dalla pubblicazione sull'albo pretorio senza che nessuno si sia presentato a reclamarne la restituzione di un oggetto, colui che ha effettuato il ritrovamento possa diventarne proprietario. Nel 2015 è successo una trentina di volte (anche per quattro biciclette), l'anno prima 34 (otto biciclette), quest'anno invece si è a ancora a quota zero.

Gli operatori sono attenti a “ritrovatori” eccessivamente interessati a questo aspetto, ma non è certo il caso di chi periodicamente porta chiavi e portafogli trovati durante le passeggiate con il cane nel parco. Anzi, sembra proprio che alcuni tra i ritrovatori più assidui siano persone che in passato hanno recuperato i loro oggetti smarriti e ora, anche per riconoscenza, sono particolarmente attenti quando trovano qualcosa in giro. Molti degli oggetti rinvenuti, inoltre, sono stati dimenticati sui treni regionali, su bus, pullman e taxi, mentre le bici vengono prevalentemente dai recuperi delle forze dell’ordine e dalle cooperative che hanno l’incarico di rimuovere quelle abbandonate. Alcuni degli oggetti riutilizzabili che non ritrovano il proprietario vengono infine assegnati a scuole, parrocchie o associazioni di volontariato, il denaro viene depositato in tesoreria, molte cose vengono distrutte (per esempio i cellulari, per ragioni di privacy), mentre per le biciclette si realizzano aste periodiche dove ne vengono vendute diverse decine e il ricavato destinato in beneficenza. La prossima è in programma il 25 settembre.

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