Gazzetta di Modena

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Annaffia in giardino a Modena, le rubano l’oro

di Stefano Totaro
Annaffia in giardino a Modena, le rubano l’oro

In pochi istanti spariti i gioielli di famiglia per migliaia d’euro. I residenti preoccupati da presenze di nomadi e spacciatori

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MODENA È bastato un attimo e tutta la sua storia affettiva in formato di anelli, catenine, oggetti preziosi si è volatilizzato, finito nelle tasche di qualche malvivente e poi trasformato ben presto, grazie a consolidati giri compiacenti, in denaro contante.

Un attimo, quei pochi minuti nei quali la sua casa è rimasta incustodita nonostante lei fosse a pochi metri: il giardino aveva bisogno di acqua e la signora si era messa d’impegno nell’annaffiare le piante.

E così un malvivente, il cosiddetto “topo d’appartamento” che probabilmente aveva già adocchiato la situazione, è entrato in scena nel momento a lui più opportuno, sfruttando la ghiotta occasione.

E’ accaduto l’altro giorno in una abitazione tipo villetta in via Galaverna, in prossimità di via Marianini.

La signora era in giardino, dava da bere alle piante che ne avevano bisogno vista la calura e i pochi temporali in città di questo periodo. Una situazione normale, nulla di strano o di inappropriato che possa aver facilitato l’azione dei malviventi. Eppure è bastato: qualcuno, presumibilmente un solo ladro, è entrato e in breve, frugando nella stanza da letto e in giro per la casa, si è impossessato di oro e preziosi. Il bottino, ancora da quantificare, è sui tremila euro e forse anche più. Valore affettivo incommensurabile per i ricordi, le situazioni, i tanti momenti legati a quegli oggetti.

Dicevamo un’azione rapida e soprattutto precisa, scattata al momento giusto: in zona da tempo i residenti lamentano presenze non certo raccomandabili e che non aumentano cero la loro percezione di sicurezza. Perché sono un dato di fatto i numerosi furti nelle auto, qualche danneggiamento, i garage svuotati, le biciclette che scompaiono nonostante chiusure protettive massicce e anche i furti negli appartamenti.

Il mirino è puntato sui chi bazzica in via Ruffini e dintorni: ci sono i maghrebini che solitamente hanno come area di spaccio la zona di via del Murazzo, strada San Cataldo e che si ritrovano nelle vie più interne.

Ci sono spesso nomadi , gruppetti e nuclei famigliari, che transitano e si fanno notare in zona. le strade sono poco trafficate, non c’è un grande via vai se non , appunto, quello dei maghrebini in bicicletta che lavorano e smontano dal lavori di spaccio. I residenti, che non vogliono trovarsi l’auto depredata e tantomeno la casa o il garage svuotato, da tempo si informano, si scambiano messaggi, tengono alto il livello di guardia e chiamano le forze dell’ordine.

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