«Controlli ai dipendenti? Ok, ma anche gli appalti»
La Fials dopo il giro di vite della procura: «Ben vengano nel pubblico impiego ma auspichiamo che si passino al setaccio anche gare, consulenze e acquisti»
La Procura modenese ha dichiarato guerra aperta ai malati ad orologeria negli uffici pubblici. «Apriremo indagini su dipendenti pubblici che dichiarano la malattia in occasione di partite sportive oppure in periodo di ferie. Vogliamo solo aprire un focus ogni volta che ci sarà una situazione dubbia su un’assenza giustificata da un certificato medico. Indagheremo sul dipendente pubblico e anche sul suo medico» aveva tuonato il procuratore capo Lucia Musti.
Il sindacato Fials (Federazione italiana autonomie locali ) ribadisce: «Ben vengano i controlli nella pubblica amministrazione perchè non abbiamo nulla da temere. Ma auspichiamo che, oltre alla malattia, la Procura possa “controllare” anche altri ambiti del pubblico impiego e della sanità modenese: appalti, gare, acquisti in economia, consulenze, amianto, trasporti, farmaceutica ecc.».
«Non solo medici, a questo punto - spiega la segreteria provinciale del sindacato - ma tutti i dirigenti (amministrativi, ingegneri, architetti, informatici, tecnici) hanno il potere-dovere di intervenire e controllare che, il pubblico denaro sia gestito con la coscienza del “buon padre di famiglia” e, se riscontrano anomalie denunciarle a chi di competenza. In questo senso, auspichiamo che la Procura possa aprire un “focus” sul mondo dei controlli nel pubblico impiego e nella sanità in particolare, perchè ciò che deve cambiare non è solo il singolo dipendente trovato in “fallo”, ma un intero sistema culturale del: “non è di mia competenza” o, del classico: “non vedo, non sento non parlo”. Ben venga, a questo punto, il convegno promosso dal Codacons per il prossimo autunno sul tema “Giustizia e Sanità”, al quale la Fials parteciperà in quanto tema di scottante attualità che non può rimanere come “polvere” sotto il solito “tappeto” della ipocrita indifferenza».
Secondo la Fials «i dipendenti pubblici non temono controlli collegati alla propria attività, i cittadini devono avere e, ritrovare fiducia, verso il dipendente pubblico soprattutto attraverso un suo atteggiamento aperto e trasparente su tutti i fronti, compreso quello in questione. Il vero problema, semmai, è quello legato ai controlli, in generale, che la pubblica amministrazione non effettua più al proprio interno, eludendo il concetto di “autotutela” che dovrebbe contraddistinguerla; spesso infatti, riscontriamo un diffuso “mugugnare” da corridoio e, poche o nessuna presa di posizioni ufficiale, tranne quando il caso è ormai venuto alla luce grazie, semmai, all'intervento di un qualche esterno, estraneo alla pubblica amministrazione interessata».
«Certamente - afferma la Fials - problemi legati all'organico, ai turni stressanti, ai riposi saltati, all'assenza del contratto di lavoro da circa otto anni esistono e sono reali; ma non crediamo possano essere giustificazioni per eludere o, ancor peggio giustificare, eventuali “assenze sospette” che ricadono sempre e comunque sui colleghi che, invece, vengono a lavorare anche se non sempre in perfette condizioni psico-fisiche».
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