La danza aerea di Cecilia vola fino in California
La sedicenne modenese talentuosa praticante di questa affascinante disciplina invitata negli Stati Uniti per partecipare ad un esclusivo stage internazionale
Nei suoi bellissimi occhi verdi, grandi, brillanti, con lunghe ciglia ancora da bambina c'è tutta la voglia di vivere e l'energia dei suoi sedici anni. Cecilia Salami è una delle più talentuose allieve di Danza Aerea della palestra Equilibra, la spettacolare disciplina che sta conquistando sempre più i modenesi.
Da sempre Cecilia ha l'America nel cuore, quando era una piccola ginnasta ammirava le evoluzioni di McKayla Maroney, recente astro della squadra statunitense e pluri-medagliata alle Olimpiadi senza tralasciare gli innumerevoli titoli mondiali.
Ora la nostra bellissima libellula è volata proprio nella sua amata California per prendere parte ad un prestigiosissimo stage, in una delle scuole più importanti per le arti aeree.
Com'è nata la tua passione per questa disciplina così particolare?
«Ho iniziato 6 anni fa, quando avevo 10 anni e ancora facevo ginnastica artistica. Ho iniziato per gioco perché le mie prospettive erano tutte sulla ginnastica, la danza aerea non era una mia priorità, ma ho continuato perché mi divertivo. Avendo studiato anche danza classica, il calcare il palcoscenico non era una cosa che mi metteva ansia, anzi mi emozionava molto. Procedendo con la danza aerea ho perso man mano l'interesse per l'artistica e ho deciso di dedicarmi seriamente a questa nuova disciplina. Grazie a Talia e Giorgia, le mie insegnanti, sono cresciuta e sono stata stimolata a migliorare sempre di più».
Cos'ha la danza aerea che non hanno la danza classica, la danza moderna, l'artista o la ritmica?
«Questa disciplina è nuova e a differenza degli altri sport è in divenire, non ha regole o regolamenti fissi, non ha codici se non quelli estetici ed espressivi e quindi, noi che siamo molto giovani, ci sentiamo un tutt'uno con essa: stiamo crescendo insieme. È un ibrido tra la danza, l'artistica, la ritmica e altro. Non essendoci ancora gare ufficiali, ma solo esibizioni, siamo stimolati ad inventare acrobazie nuove, a prendere parte attivamente a questo processo creativo. Questa disciplina ha di bello che fa sentire partecipi tutti quelli che la praticano: ognuno porta il proprio contributo, ognuno porta la propria esperienza dagli sport che ha precedentemente praticato».
Da hobby potrebbe trasformarsi presto in qualcosa di più importante, grazie al viaggio che stai per intraprendere, vero?
«Partirò tra pochi giorni e andrò a studiare alla “Hollywood Aerial Arts” di Inglewood, una piccola città a due passi dall'aeroporto di Los Angeles in California. Questa scuola è una delle più importanti dove vengono formati nuovi talenti e offre corsi per i principianti e per studenti di livello avanzato. Ha programmi unici che offrono a chiunque la possibilità di sperimentare e imparare le arti aeree in un ambiente sicuro con professionisti. Qui hanno studiato anche alcuni artisti del Cirque du Soleil. Le lezioni comprendono esercizi al trapezio sia volante che statico, con il tessuto, il Bungee, l'amaca aerea, le corde e tanto altro. Non vedo l'ora di iniziare a studiare».
Come hai avuto il contatto con questa prestigiosa realtà?
«È tutto nato per caso. Mi stavo documentando su internet per vedere le esibizioni di altri gruppi. Saltando da un sito all'altro sono capitata sui siti delle scuole americane. Ho inviato alcune mail per poter fare uno stage e dopo tre settimane mi ha risposto il direttore in persona della “Hollywood Aerial Arts”. Abbiamo stretto amicizia su Facebook e il nostro dialogo è diventato quotidiano, con lui che dispensa consigli e mi sprona e abbiamo deciso così di studiare insieme, sebbene per un periodo breve. L'unico piccolo timore che ho è che, ovviamente, le lezioni si terranno in inglese. Io studio al liceo linguistico e con l'inglese standard diciamo non ho problemi, ma qui si useranno molti termini tecnici specifici che ancora non conosco e spero di fare miei il più in fretta possibile. Sicuramente questa esperienza mi aiuterà anche per migliorare nei miei studi di lingue».
Cosa ti aspetti al ritorno dalla California?
«Al mio ritorno, spero di riportare in Italia qualche segreto della danza aerea americana. Imparare movimenti ed esercizi che da noi ancora non facciamo. Senza dimenticarmi però che sono ancora una allieva e quindi non potrò fare a meno delle mie insegnanti».
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