Gazzetta di Modena

Modena

Marco da Castelfranco, allevatore di salamandre

di Serena Fregni
Marco da Castelfranco, allevatore di salamandre

La curiosa passione del fotografo di Castelfranco: «Animali innocui e mitologici, collegati alla fenice»

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CASTELFRANCO. Una passione che lo ha portato ad allevare una decina di esemplari diversi. Non parliamo di animali comuni bensì di... salamandre, piccoli anfibi simili a delle lucertole che vivono nell’acqua.

È questo l’allevamento che Marco Prati, fotografo residente a Castelfranco, porta avanti da diversi anni. Un hobby insolito, nato per amore nei confronti di questi piccoli anfibi che Marco alleva nella sua casa. Precisamente in giardino, dove le salamandre vivono e crescono in piccole vaschette. “Mi sono sempre piaciute e così ho deciso di allevarle”. Anfibi che Marco acquista in svariati allevamenti, tra cui uno a Rimini: “Ormai sono otto anni che porto avanti questi allevamenti e non ho intenzione di smettere, sono sempre alla ricerca di salamandre da poter allevare”. Tra gli esemplari allevati dal fotografo c’è l’ambistoma axolotl, un tipo di salamandra messicana, alcuni esemplari di tritoni e la cynops orientalis, molto facile da trovare e riconoscibile grazie al colore del suo ventre, un arancione vivo che contrasta con il nero del dorso.

«Alcuni sono facili da trovare, altri invece arrivano da tutto il mondo e quindi ci vuole più tempo perché durante il trasporto possono morire, sono molto delicati», spiega.

Di solito un allevamento viene creato per poter vendere i propri esemplari e avere un ricavo economico ma questo non è certamente il caso di Marco, che della sua passione non vuole farne un business: «Ho iniziato ad allevarle perché mi è sempre piaciuta la salamandra, lo faccio per una passione personale e non ho alcuna intenzione di vendere le mie salamandre, ci sono affezionato».

Piccoli anfibi facili da allevare: «Sono innocui, non fanno assolutamente niente all’uomo, sono simpatici e vivono anche in modo indipendente».

In estate Marco lascia le salamandre fuori in vaschette dove loro si auto-alimentano mentre in inverno possono godere del calore della casa, in quanto temperature troppo basse potrebbero farle morire: «In estate devo stare attento ai miei gatti perché è capitato che qualche salamandra finisse nelle loro grinfie - racconta Marco - ma per il resto sono animaletti davvero poco impegnativi».

Tra le ragioni che hanno convinto Marco ci sono i rimandi alla mitologia e alle storie legate alla salamandra: «È sempre stata considerata un simbolo di immortalità in quanto sono esseri che sopravvivono al fuoco perché sono dotati di una mucosa in grado di proteggerli dal calore e per questa ragione nell’antichità si pensava fossero animali “magici” che potessero sopravvivere alle fiamme, accomunati all’immortalità».

La salamandra inoltre sarebbe legata anche ad un altro grande simbolo mitologico, ovvero la fenice, uccello in grado di rinascere dalle proprie ceneri: «Nell’iconografia cristiana, specie quella nordica, in alcune chiese la figura di Cristo è legata sia alla salamandra che alla fenice quindi hanno un significato antico e potente e legato alla religione».

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