Notti insonni causa... piastrelle
Alcuni residenti scrivono alla Marazzi: «Scarichi di rottami a ogni ora, fermatevi»
Lettera aperta dei cittadini di via Ancora e via Dunant alla proprietà ed alla direzione della ceramica Marazzi. Nelle scorse settimane un gruppo di residenti in queste strade, che si affacciano sul retro dello stabilimento sassolese del gruppo (gli accessi sono da via Regina Pacis), hanno infatti preso carta e penna ed hanno inviato una lettera per far comunicare le loro lagnanze in merito alla situazione ambientale che subiscono d’estate.
«Siamo un gruppo di famiglie che abitano in via Ancora e Dunant - scrivono tra l’altro - nei pressi di dove si trova il depuratore. Dalle nostre finestre si vede un panorama paragonabile ad una discarica ma su questo possiamo passarci sopra. In quest’ultimo periodo, purtroppo, con la necessità di dormire anche con le finestre aperte, se vogliamo prendere sonno dobbiamo mettere i tappi alle orecchie in quanto, negli orari più impensati della notte, arrivano camion che scaricano per terra rottami di piastrelle con un rumore infernale».
Non si tratta di polemiche aride, visto che i firmatari di questa lettera riconoscono quanto ha fatto l’azienda in tutti questi anni, soprattutto negli ultimi per garantire una qualità estetica al circondario. «Siamo consapevoli che la Marazzi dà lavoro a tantissime persone - specificano - ma anche noi lo facciamo e di notte vorremmo dormire. Non ci sarebbe il modo di rispettare gli orari del silenzio? Non sarebbe opportuno installare barriere antirumore o alberature per abbattere questo fracasso che è simile ad un bombardamento? Vi chiediamo di essere comprensivi visto che avete avuto tanta sensibilità verso l’ambiente da abbellire tutta la parte che sporge su via Regina Pacis, cosa della quale vi rendiamo merito. Ma non vogliamo rassegnarci al ruolo di cittadini di serie C, nemmeno di B, che dopo tanti sacrifici per costruirci un casa dobbiamo vivere con la musica rock dei rottami di piastrelle tutte le notti. Aiutateci a vivere senza questo pesante inquinamento acustico. Grazie».
Camilla Loglisci
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