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Camposanto, va alla festa di quartiere e i ladri gli vuotano casa

di Valentina Corsini
Camposanto, va alla festa di quartiere e i ladri gli vuotano casa

Usano le sedie da giardino per scalare il balcone ed entrare Dalla villetta di via Falcone spariscono due orologi preziosi ed un computer

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CAMPOSANTO. Non conosce fine l’ondata di furti che da tempo colpisce tutta la Bassa. Un periodo estivo davvero “proficuo” per i malviventi che imperversano in zona. Dopo i colpi messi a segno il mese scorso in via Villafranca - tra trattori da migliaia di euro rubati in alcune aziende agricole e furti in altrettante abitazioni a Medolla - è stata la volta delle rapine, così come dei furti/truffa, ai danni di due anziane vedove a Rivara. Evidentemente, nel carnet di queste bande mancava all’appello ancora un paese: Camposanto. Ed è così che i ladri, hanno pensato bene di sopperire a tale mancanza, colpendo in una villetta di via Falcone.

Mentre i proprietari si stavano godendo un’allegra cena di quartiere all’aria aperta - poco distanti dalla loro abitazione - i ladri si sono introdotti in casa mettendo a segno un colpo che è fruttato loro ben 6mila euro.

«Ero a tavola insieme ad una settantina di persone per la festa del nostro quartiere, quando alle 22 mi è squillato il cellulare che è collegato all’allarme di casa - racconta il 50enne residente con la famiglia nella villetta di via Falcone - così sono accorso subito e ho trovato l’abitazione svaligiata. Sono prima saliti sul terrazzo, usando delle sedie che tengo in giardino, poi hanno divelto la finestra del bagno e sono entrati. Mi hanno rubato due orologi prestigiosi, uno mio e quello d’oro di mia moglie e il computer di mio figlio, per un valore totale di seimila euro. Poi sono scappati distruggendo, tra l’altro, la grondaia del mio vicino. E il tutto in pochi minuti. Il tempo che mi ci è voluto, una volta avvisato dall’allarme, per raggiungere casa».

Un colpo che, probabilmente, è stato studiato dai ladri durante la giornata. «Siamo stati impegnati tutto il sabato ad organizzare la tavolata di quartiere - riprende il 50enne derubato - se qualcuno ha fatto la posta lì, magari nascondendosi nell’erba alta più di un metro che ho nel campo di fronte casa, ha avuto una facile visuale per individuare chi di noi non sarebbe stato in casa la sera… e così, complice anche la musica alta durante la festa, agire poi indisturbato».

Già perché in via Falcone, proprio di fronte alla villetta derubata, c’è un campo che è da tempo preda dell’incuria e in cui l’erba ha raggiunto un’altezza notevole.

«Non parlo tanto di estetica, quanto di sicurezza - conclude il 50enne - già i ladri rubano, perché lasciare loro anche questi “nidi” in cui nascondersi e poi da lì scappare?».

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