PARLIAMOCI Burkini-bikini: quale libertà da un divieto
Vero è che per alcuni anni il tema centrale delle discussioni di mezza estate era la canottiera di Bossi... ma che oggi a dividere e far schierare sia il copricapo delle donne islamiche da indossare o meno sulle spiagge e nei luoghi pubblici, non è un buon segno.
Vero è che per alcuni anni il tema centrale delle discussioni di mezza estate era la canottiera di Bossi... ma che oggi a dividere e far schierare (sotto l’ombrellone come nei palazzi della politica) sia il copricapo delle donne islamiche da indossare o meno sulle spiagge e nei luoghi pubblici, non è un buon segno. Chissà se domani il tema finirà anche sul tavolo del vertice in cui la boccheggiante Europa di Merkel, Hollande e Renzi cercherà di ritrovare respiro nella brezza di Ventotene. O riparo dai venti di incomprensione, egoismo, intolleranza, paura che la attraversano, impedendole di sciogliere le ali della crescita: in termini di benessere, di fiducia e anche e soprattutto di libertà.
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Che per un individuo finisce dove comincia quella dell’altro, a sentire Kant, Voltaire, Martin Luther King e quant’altri: quale disturbo alla nostra libertà possa portare una donna che entra in acqua vestita (tanto più a noi che ancora pochi lustri fa mandavamo in tribunale quelle che vi entravano troppo succinte...) non è dato comprendere. Molto più semplice ammettere che ancora una volta una società globalmente maschilista e fragile (come la maggior parte dei maschi) scarica sull’altra metà del cielo le nubi che la attraversano: con la scusa magari di volerla aiutare ad emanciparsi, a integrarsi.
Come se a una scelta culturale, forse antropologica o almeno di costume (non nel senso di bikini) su cui pesano certo convinzioni e imposizioni ancestrali, se ne potesse sostituire un’altra (diversa se non contraria) partendo proprio da un divieto, da una nuova costrizione. Sono sicuramente altri i veli da togliere a ciò che rimane di questa Europa, miraggio di popolazioni in fuga dal terrore e della prevaricazione, incubo di chi preferisce rinchiudersi entro confini geografici e ideali che non esistono più. Altre le facce da smascherare, altri i muri da abbattere, i pericoli da marginalizzare: perché se mostrare il proprio profilo è un dovere sociale, come dicono oggi i tedeschi, è meglio poterlo fare senza essere costretti a vergognarsene, a testa alta. Come vogliono andare le donne, soprattutto le donne, comprese quelle islamiche: in qualunque modo si vestano o si rivelino.
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