«Ricorso a Mattarella solo per nascondersi alla magistratura»
L’affondo dei 5 Stelle contro i sindaci che criticano la Tari «Sono ipocriti, hanno paura di dover ripagare il danno»
Il ricorso dei sindaci del distretto ceramico al presidente della Repubblica contro le criticate tariffe di Atesir - da tre anni contestate - incassa una sbeffeggiante analisi dei 5 Stelle locali, che leggono la strategia come un tentativo di salvarsi dalle indagini della magistratura contabile. Se gli inquirenti della Corte dei Conti, infatti, dovessero accertare un danno erariale, sarebbero gli amministratori a dover rifondere - in solido - i cittadini, chiamati comunque a pagare.
I sindaci - scrivono i 5 Stelle - cercano di far passare come virtuosa la loro azione sulle tariffe e le indebite sovrafatturazioni che il gestore del servizio raccolta rifiuti a detta loro attua. Notiamo una profonda ipocrisia ed una totale mancanza di trasparenza nel loro tentativo di facciata. Perché sono loro, o i loro assessori, a comporre l’ente Atersir che dovrebbe controllare le tariffe che vengono addebitate al cittadino sottoforma di Tari. Perché hanno promulgato le tariffazioni, senza controllarne i dettagli, nelle votazioni in consiglio comunale, fino a quando il movimento non ne ha denunciato l’irregolarità. È un evidente tentativo di salvarsi da possibili interventi della Corte dei Conti per non avere rispettare norma e regolamenti e senza preoccuparsi di salvaguardare gli interessi dei cittadini. Cercano di passare come i salvatori della patria».
I 5 Stelle poi snocciolano numeri sulle sovrafatturazioni, ossia i soldi che i cittadini pagano in più rispetto al reale servizio: a Sassuolo quelle accertate in due anni superano i 900mila euro e a Fiorano i 300mila. «Non pare che questi amministratori siano mossi dalla intenzione di salvaguardare i cittadini. È evidente che sindaco, giunta e consiglieri tentino di salvarsi dopo aver votato un dispositivo che autorizza la tariffazione senza verifica del montante». (fd)
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