Un’idea da 29mila euro: unificare le biblioteche
«Per le aule di studio stiamo pensando al recupero dello storica Sala Vigarani» «Mapperemo le utenze: occorre ridurre gli sprechi e ampliare la multimedialità»
Sta prendendo forma quello che fino a poco tempo fa era un progetto in embrione: chiudere il cerchio attorno a Palazzo Pio, restituendolo a ciò che era in antico. Un corpo unico i cui spazi possedevano ognuno una loro specifica identità e funzione.
Ora, uno studio di fattibilità decreterà se sarà realizzabile l’idea dell’assessore al Centro storico, Restauro e Conservazione, Simone Morelli: creare nuove aule studio all’interno del Palazzo e unificare le due biblioteche. Il luogo individuato per le aule è il Teatro Vecchio, progettato nel 1639 dall’architetto e scenografo ducale Gaspare Vigarani, collocato all'interno della Sala cosiddetta della “Spelta”, dalle sue antiche funzioni di deposito granaglie (di fronte all’ingresso dei Musei).
Così è stato conferito allo studio Alterstudios Partners di Milano un incarico di progettazione per la riqualificazione della biblioteca Loria e del Castello dei Ragazzi. Un progetto del costo complessivo di 29.055 euro – previsti nel piano esecutivo di gestione 2016–2018 - che vuole valutare un intervento di più ampio respiro, in grado di coinvolgere l’intero assetto bibliotecario, per migliorare l’efficacia e la completezza dei servizi.
«L’offerta dei servizi bibliotecari può avere una visione più ampia e rapportarsi alla pari con le moderne biblioteche – afferma Morelli - le nostre possiedono ampi servizi correlati: qual è può essere la loro capacità di integrazione? Quali le nuove esigenze? Voglio scindere la Loria dalle sale studio: il problema è capire dove e come: da qui, la necessità di uno studio oggettivo sulla nostra realtà, partendo dai numeri di chi entra e dei prestiti, per chiarire la capacità di implementazione e sviluppo attraverso una rimodulazione interna che crei la biblioteca del futuro, rendendola più fruibile e mettendola in nuova luce. La questione non è quante ore rimane aperta, ma in che modo, come farla diventare interattiva senza diventare la fotocopia di altri istituti limitrofi».
È uno studio cui l’amministrazione sta lavorando da mesi e che darà gli input per muoversi a livello di organizzazione interna, di spazi e servizi.
«Nell’ex Vigarani vedrei benissimo una sala studio. Vado oltre: anziché limitarsi a questo, uniamo le due biblioteche, creiamo un unico sistema: ciò non significa che sparirà il Castello dei Ragazzi o la Loria, ma che l’offerta sarà più alta, specie quella rivolta ai bimbi. Quanto ai ragazzi, la Loria non è un luogo dove si possa studiare collettivamente, perché lì è anche la zona dove si fa consultazione e prestito: le due cose non possono convivere. Al piano terra vi è la zona multimediale: è ancora il tempo per la videoteca? E per l’emeroteca? Si può creare sinergia tra i genitori che si recano con i figli al Castello dei Ragazzi ma che, al contempo, vogliono anch’essi dedicarsi ai propri interessi? Occorre omogeneizzare le due biblioteche. Come rivalutare, poi, il fondo antico? Possediamo tesori che ancora sono nascosti ai più».
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