Trovati privi di vita nella loro casa in Rua Muro
Dopo cento giorni il rumore di quello sparo echeggia ancora nell’antico palazzo di Rua Muro. Da quando Giulio Delfini ha tirato il grilletto e ha posto fine alla sofferenza dei suoi giorni per la...
Dopo cento giorni il rumore di quello sparo echeggia ancora
nell’antico palazzo di Rua Muro. Da quando Giulio Delfini ha tirato il grilletto e ha posto fine alla sofferenza dei suoi giorni per la scomparsa del fratello, l’appartamento è rimasto sempre chiuso.
C’è solo un custode e i sistemi d’allarme, come quando erano in vita, a vegliare su una casa ricca di memorie e oggetti antichi raccolti in una vita.
La famiglia, originaria della Bassa, era proprietaria di vaste estensioni di terreni ma a metà degli ani ’30 avviene la svolta, con l’inizio di una dinastia di medici sempre specializzati in malattie neurologiche.
Il padre Corrado nel 1937, dopo essere diventato il collaboratore emerito di un luminare di neuropsichiatria come il professor Donaggio, un’autorità a livello nazionale, decise di mettersi in proprio assieme a due soci. Al suo fianco Luigi Ponzoni, che aveva conosciuto durante la specialità, e Dino Costa. Così nacque l’embrione di quella sarà la Villa Igea che conosciamo oggi in cui poi hanno preso posto i figli. E oggi siamo alla terza generazione. Sempre con specialisti e azionisti più motivati nella loro professione. Giulio Delfini, tra l’altro cugino dello scrittore e letterato Antonio Delfini, scelse la carriera medica come una vocazione. Nato nel 1942, dopo la laurea prese la specializzazione in neuropsichiatria dedicandosi poi sempre alla clinica; il fratello invece preferì amministrare le proprietà di famiglia. (s.c.)
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