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Modena, Anpi alla Festa Pd? Pacchioni pronta ma la Bursi frena

Modena, Anpi alla Festa Pd? Pacchioni pronta ma la Bursi frena

Partigiani disposti a dibattere. La replica: «Attendo ordini». E c’è una polemica sulle firme tra comitato per il No e partito

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MODENA.  A Ponte Alto si potrà dire di no? La domanda è ancora in attesa di una risposta. Tutto parte dall’annuncio del segretario nazionale Renzi: «Invito il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia a una Festa dell’Unità in Emilia-Romagna la prossima settimana - ha detto Matteo Renzi a chi chiedeva il perchè dell’ostracismo verso l’Anpi - per discutere con me di referendum. Io dirò come la penso e lui dirà come la pensa, poi ci daremo un abbraccio».

Sarà a Modena? Non si sa, il luogo è ancora da stabilire. Il premier ha parlato genericamente di festa emiliana: Reggio, Modena, Bologna... Chissà

«Aspettiamo di vedere cosa sarà scelto a livello nazionale», ha commentato a caldo Lucia Bursi. Domani inizierà la manifestazione modenese. In programma cinque approfondimenti moderati da rappresentanti del Partito democratico, con politici del Pd, giuristi e docenti universitari. Nella nostra città non ci sono state polemiche come a Bologna, dove l’Associazione nazionale partigiani italiani ha scelto di non partecipare. Il loro obiettivo era sostenere il no al referendum sulla riforma costituzionale. «Il tema della discussione - ha risposto Smuraglia - non è stato ancora seriamente affrontato e risolto». Per il numero uno dell’Anpi l’invito «verrà comunque valutato nella sua sostanza».

Fino ad allora la linea ufficiale della Festa dell’Unità sarà ben precisa: “L’Italia che dice sì”. È scritto sui cartelloni che campeggiano all’ingresso ed è la posizione del Pd.

«Quando noi dell’Anpi facciamo un incontro - ha specificato Aude Pacchioni, presidente provinciale della sigla - c’è sempre chi dice sì e chi dice no. Comunque, se ci sarà un confronto noi ci saremo di sicuro. Sottolineo che non siamo soltanto noi a dire di no». Sia Bursi sia Pacchioni hanno più volte rimarcato di aver collaborato a iniziative precise all’interno della Festa. La collaborazione va avanti da anni anche senza stand visibili.

Domani le due s’incontreranno all’inaugurazione delle mostre, subito dopo il taglio del nastro.

Intanto il Pd deve fronteggiare anche una polemica sulle firme raccolte per il Sì. Tutto nasce dai dubbi sollevati dal Comitato modenese per il No.

«Incuriosisce il “miracolo” compiuto dal Pd e dal Comitato per il voto sì nel referendum costituzionale - hanno attaccato Claudia Bellucci, Vania Pederzoli e Mauro Sentimenti (del Comitato Voto no al referendum costituzionale) - perché in poco più di un mese e praticamente in assenza di banchetti e di una mobilitazione visibile sono state raccolte in Italia oltre 504mila firme valide». L’accusa è stata declinata anche in sede locale. «Ancora di più stupisce che né il Pd né il Comitato per il sì abbiano comunicato il numero di firme raccolte a Modena - hanno ripreso i tre - e nemmeno abbiano indicato se, per la raccolta, si siano avvalsi dell’impegno di altri, come la Cisl o la Coldiretti». Frasi che non sono affatto piaciute al segretario provinciale, che ha risposto puntualmente.

«Abbiamo agito nel massimo della trasparenza - ha replicato Bursi - raccogliendo 4.505 firme. C’erano i consiglieri e le persone autorizzate. Le nostre sedi erano peraltro aperte. Abbiamo i report Comune per Comune. Poi abbiamo consegnato le firme a Roma».

Gabriele Farina

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