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«Come essere campioni? Serve impegno al 100%»

di Gabriele Farina
«Come essere campioni? Serve impegno al 100%»

Il vincitore dell’oro alle olimpiadi si è raccontato ai microfoni di La vita in diretta Centinaia di appassionati e tifosi presenti al collegamento dalla piscina comunale

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Come si diventa un campione? «Tutti i giorni m’impegno al 100%: ciò mi ha fatto arrivare al livello in cui sono».

È l’esempio dato ieri pomeriggio da Gregorio Paltrinieri alle oltre trecento persone presenti alle piscine Campedelli. Il vincitore dei 1.500 metri stile libero alle Olimpiadi di Rio è stato intervistato ai microfoni de “La vita in diretta”. Prima e dopo la trasmissione di Raiuno s’è concesso al pubblico. Definirli ammiratori o sostenitori sarebbe riduttivo. Sono più gli amici della vasca accanto, coloro ne hanno condiviso avventure e racconti sin da quando era un ragazzino.

Di fatto, sono coloro che l’hanno visto crescere e le loro famiglie. Tanti, tantissimi sono i giovani e i giovanissimi. Il ventunenne carpigiano ha fatto selfie con ragazzine e ragazzini, ha firmato autografi ai più grandi su libri, taccuini e in piccoli dischi con la sua immagine. Li avevano distribuiti la notte in cui ha strabiliato l’Italia, salendo sul gradino più alto del podio in Brasile. Ne ha usato uno per ingannare l’attesa e fingere di dormire a occhi aperti durante una pausa del programma Rai. Il primo collegamento è partito alle 14.10, il secondo alle 14.39. In fondo, è l’unica “maschera” che il nuotatore può indossare: quella di se stesso. Il primo a gettare l’acqua sul fuoco di celebrazioni in pompa magna è proprio il festeggiato.

«Una via intitolata a me? Quando mai?! Era uno scherzo», ha specificato Greg, troncando una voce rincorsasi in questi giorni nei locali cittadini. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco. Già la notte della vittoria a cinque cerchi Alberto Bellelli era stato chiaro. «Le strade s’intitolano ai defunti - aveva spiegato il sindaco - e Gregorio è un monumento vivente». La linea è stata confermata ieri. «Abbiamo pensato a un’onorificenza speciale - ha ripreso Bellelli - che gli consegneremo la sera del 16 settembre in piazza Martiri. Speriamo che i carpigiani rispondano bene, anche se ormai basta fare il nome di Gregorio per portare persone da tutte le parti d’Italia».

Il diretto interessato lo sa, ma non si scompone. Nelle pause tra un collegamento e un altro scherzava con gli amici, i conoscenti, i partecipanti in genere.

«Non è che avete un po’ d’acqua?», ha chiesto a un certo punto. Qualche bambino ne ha approfittato per farsi avanti con la macchina fotografica semiprofessionale della mamma e immortalare il momento. Giovani e adulti hanno ripreso con i cellulari il campione. La sua umanità si è notata in una risposta. «Da quando sono piccolo nuoto in modo particolare - ha riconosciuto Greg - e tante volte mi dicevano “non ce la farai”. Con la medaglia d’oro mi sono ripagato di tutto».

Il 5 agosto 2013 s’era già tolto qualche sassolino dall’accappatoio. «Leggo brutte cose tipo Paltrinieri non sa nuotare o non sa fare le virate - aveva detto l’allora diciottenne - intanto, sono arrivato terzo (ai Mondiali di Barcellona). Non m’interessa quello che dicono gli altri».

È lo stesso Paltrinieri che ha restituito un oro assegnato a tavolino senza battere ciglio. Era il titolo della finale 2012 dei Mondiali di vasca corta, con la medaglia prima tolta e poi ridata al danese Mads Glaesner (al centro di una vicenda per doping). In prospettiva potrà pensare forse lo stesso per quel record del mondo lambito, ma non conquistato.

«Nella storia contano le medaglie - ha riconosciuto l’atleta - l’importante è toccare il muro prima degli avversari. Il record sarebbe stato qualcosa in più». Gregorio ha risposto anche ai complimenti ricevuti da Michael Phelps, il nuotatore più medagliato nella storia olimpica. «È il migliore in assoluto», gli ha tributato il carpigiano. Il suo segreto sembra essere proprio non aver segreti. «Mi piace nuotare - ha sintetizzato il campione - e tutti i giorni m’impegno al 100%». Un testimone subito lanciato ai giovani che lo vedono come un esempio. «L’oro olimpico è un grandissimo traguardo - ha soppesato Greg, la medaglia al collo - ed è un sogno che inseguivo sin da piccolo. Spero che anche altri piccoli possano ottenerlo».

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