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«Gazebo irregolare, va demolito»

«Gazebo irregolare, va demolito»

Pavullo. Ordinanza del Comune. Costruito in fretta al Paradiso dei Pini senza l’ok della Soprintendenza

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PAVULLO. Il gazebo all'ingresso dello chalet del Paradiso dei Pini dovrà essere demolito.

Lo ha disposto il Comune, attraverso il servizio Urbanistica, con un’ordinanza. Notificata venerdì a Paolo Magnani, gestore che a giugno 2014 ha preso in mano la struttura di proprietà comunale, vincendo il bando per l’affidamento quinquennale.

Una misura inevitabile, dopo che la Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio ha bocciato la tensostruttura di 6 metri per 4, ritenendola di eccessivo impatto in una zona soggetta a tutela, visto che ricade nell’area del Parco Ducale, di cui costituisce l’appendice al di là della Giardini di fronte al Palazzo.

Soprintendenza ancora attenta ai vincoli del parco, dunque, dopo che a metà giugno in tutt’altra zona (ai lati di via Marchiani) aveva disposto lo stop al progetto della nuova piscina da costruire sui campi da tennis.

Il fabbricato era stato costruito in gran fretta nel novembre 2015, quando sembrava concreta la possibilità che Pavullo si aggiudicasse la mostra stile Jurassic Park poi andata a San Prospero, dov’è rimasta fino a febbraio nel verde di Villa Tusini. A Pavullo la location ideale sarebbe stato proprio il parco Ducale, con le sue appendici

E viste le previsioni di 20mila visitatori Magnani si era attrezzato per l’accoglienza con questa tensostruttura che permetteva di mantenere sei tavoli al coperto fuori. La chance è sfumata, e Magnani è ricorso all’iter ordinario per la regolarizzazione dell’opera.

A dicembre aveva presentato istanza in Comune, che da parte sua aveva anche accolto: nella seduta del 2 febbraio la Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio aveva espresso “parere favorevole, valutato l’intervento compatibile con l’area in cui si inserisce, visto il carattere di provvisorietà”. Ma a fronte del vincolo paesaggistico esistente (ai sensi dell’articolo 157 del D.Lgs 42/2004), si è dovuto interrogare la Soprintendenza per il parere di competenza.

E son stati dolori, perché il 5 aprile l’ente ha comunicato che a suo giudizio l’intervento «non risulta compatibile con la tutela del paesaggio e con il contesto vincolato per le dimensioni, i materiali ed i colori del manufatto».

Questo nonostante la limitata metratura e la mitigazione delle colonne con canne di bambù. Il Comune ne ha dovuto prendere atto e il 18 giugno ha formalmente avviato il procedimento di bocciatura con contestuale richiesta di demolizione ai sensi sempre del decreto 42/2004, secondo cui "in caso di violazione degli obblighi e degli ordini previsti il trasgressore è sempre tenuto alla rimessione in pristino a proprie spese”. E così l’architetto Grazia De Luca, responsabile dell’Urbanistica, ha firmato l’ordinanza che, come previsto da normativa, assegna dieci giorni per la demolizione, da eseguire dunque entro il termine della prossima settimana. Attenti a chi tocca il vincolatissimo parco Ducale, insomma. Anche se si tratta di un’appendice, che però custodisce alberi centenari di una bellezza spettacolare, ritenuti autentiche “perle verdi” da esperti e non.

Daniele Montanari

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