Inventario e poi una lunga procedura
Già attivati i contatti con Roma. L’anagrafe di immobili e liquidità in contradditorio tra i periti
È un lungo percorso a tappe, sempre che non scoppi la battaglia nelle aule di giustizia, quello che porterà alla definizione dell’eredità Delfini, una delle più importanti negli ultimi anni al di fuori delle dinastie industriali.
Il primo passaggio è quello di capire chi ha diritto ad agire per rivendicare i beni. I sei cugini sono in contatto con il legale della Curia modenese, ma non c’è dubbio che anche il vescovo Erio Castellucci stia procedendo con prudenza.
Prima di compiere passi affrettati, vista la delicatezza del caso, ha bussato alle porte dei sacri palazzi del Vaticano. Lì pare che ambasciatore delle istanze della nostra diocesi sia don Giacomo Morandi, che con discrezione sta sondando la burocrazia vaticana per capire tempi e modi dell’accettazione del lascito. Il via libera definitivo, con l’eventuale incarico in sede locale al responsabile della chiesa modenese, arriverà assieme ai vincoli di mandato.
Solo a quel momento ci sarà la svolta. Quando il Vaticano, o i suoi delegati, scioglieranno le riserve si saprà il nome dell’avvocato, o degli avvocati, che rappresenteranno a Modena gli interessi della Santa Sede.
Di lì in poi si procederà all’accertamento dei beni. Adesso nessuno può andare in nessuna banca, casa di cura o altri enti per chiedere conto delle proprietà dei defunti. A che titolo potrebbero chiedere informazioni se non hanno nessuna delega nè un interesse legittimo?
Chiariti gli attori legali, gli aventi causa come si dice, ecco che si procederà ad un analisi congiunta, sempre in contradditorio tra le parti, con i periti dei vari comparti, dalle finanze, agli immobili sino agli oggetti d’arte.
Al loro fianco, a prestare fede pubblica sulla veridicità delle informazioni e delle stime che via via verranno raccolte, ci sarà anche un notaio.
Al termine si raccoglierà in unico verbale, sottoscritto da tutte le parti in cause, che acerterà il valore dell’asse ereditario. Sarà questo il penultimo atto prima della resa dei conti.
O ci sarà una transazione, un accordo bonario tra Chiesa e familiari, oppure ognuno andrà davanti a un giudice reclamando le sue spettanze. E i magistrati si troveranno di fronte a uno spinoso dilemma. Se il testamento verrà ritenuto valido andrà tutto alla Diocesi e alla S. Sede, se prevarrà la tesi della capacità ridotta d’intendere e di volere scoppierà la guerra delle perizie. (s.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
