Referendum e Anpi Veleni in casa Pd
Il mancato confronto alla festa e i sospetti sulle firme animano la polemica. Scintille di Taurasi, Boschini e Trande
La polemica nazionale tra il Pd e Anpi sul referendum costituzionale anima le correnti del partito a Modena, dove comunque è stato trovato l'accordo: alla festa dell'unità provinciale al via stasera, l'associazione dei partigiani, tradizionalmente senza stand a Ponte Alto, sarà presente facendo intervenire i propri vertici ai vari dibattiti, al di là del tema referendum per il quale non è previsto confronto. Tuttavia, mentre il Pd di Bologna attende alla propria festa il match tra Matteo Renzi e il presidente Anpi Carlo Smuraglia (classe 1923), a Modena e dintorni il Pd si mostra agitato, con in realtà la sola minoranza a difendere l'Anpi.
Il consigliere regionale Giuseppe Boschini interviene in una nota nella quale non cita mai l'associazione, ma si scaglia contro il comitato locale del No a proposito dei fatti degli ultimi giorni: «apprendo di una lettera aperta intitolata 'Il mistero delle firme raccolte', che sarebbe stata inviata ai rappresentanti del Pd, e confermo che non ho ricevuto nulla. Ma questo non è il problema. Stupisce invece che in una maniera così scomposta qualcuno si arroghi il diritto di fare i conti a casa altrui».
Posto allora che «ha fatto bene la segretaria provinciale Lucia Bursi a ribadire i numeri che ufficialmente riguardano il Pd modenese e che parlano di 4mila 505 firme certificate», insiste e conclude l'ex assessore comunale: «Da questa sterile polemica emergono comunque due incontrovertibili dati politici. In primo luogo il 'comitato per il no' non è stato in grado di raggiungere le 500mila firme richieste a livello nazionale, e questo testimonia una volta di più dello scarso seguito ottenuto dalla loro posizione». Con Anpi, o meglio con la sua attuale presidenza, se la prende direttamente Giovanni Taurasi, ex presidente della direzione provinciale del partito e non da oggi attento ai temi della Resistenza: «da un po’ di tempo non rinnovo la mia iscrizione all'Anpi. Qualche giorno fa un amico e dirigente dell'associazione mi ha invitato nuovamente a farlo. Gli ho risposto che non ho capito per quale ragione un'associazione a cui tengo molto, che si impegna quotidianamente per salvaguardare la memoria e i valori della resistenza, debba schierarsi così apertamente, mobilitando tutti i suoi 'quadri', contro il referendum costituzionale, ben sapendo che tra i suoi associati molti sono invece favorevoli». Rincara Taurasi via Facebook: «Nemmeno io posso sentirmi rappresentato dall'Anpi guidata da Smuraglia. Però adesso Renzi ha proposto di confrontarsi nel merito a Smuraglia. Mi pare un gesto giusto, rispettoso e corretto».
Replica per la minoranza Paolo Trande, capogruppo pd in Comune a Modena, innescando un botta e risposta con l'ex presidente della direzione: "chissà - si chiede Trande- se tutti gli iscritti erano d'accordo e se era negli obiettivi statutari nel 2006, quando lAanpi si mobilitò fortissimamente per respingere, al referendum, la riforma costituzionale delle destre. E chissà se schierarsi per il sì vede il favore di tutti gli iscritti-associati o rientra negli obiettivi statutari di Confindustria, Coldiretti, Cisl, Cna...».
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