«Speriamo esca di prigione altrimenti morirà anche lui»
«Nostro padre voleva molto bene a sua moglie, nostra madre. Quello che è accaduto è spiegabile solo con l’amore che provava per lei. Non sopportava di vederla in quelle condizioni, vittima dell’Alzhei...
«Nostro padre voleva molto bene a sua moglie, nostra madre. Quello che è accaduto è spiegabile solo con l’amore che provava per lei. Non sopportava di vederla in quelle condizioni, vittima dell’Alzheimer».
Franco e Franca Corradini, figli di Pierino, ieri mattina erano in partenza per il carcere di Sant’Anna dove il loro genitore è detenuto per uxoricidio. Sono ancora frastornati, confusi, ma di una cosa sono certi: «Non proviamo sentimenti negativi per nostro padre che in realtà in questa triste vicenda può essere considerato come una vittima di una situazione che appariva sotto controllo ma che si è evoluta in negativo molto in fretta». I parenti dell’uomo parlano di una crisi repentina da parte di Pierino Corradini. «Fino a pochi giorni fa - dicono - era tranquillo e calmo come al solito. Certo da parte nostra c’era l’intenzione di trovare una soluzione per assistere sua moglie e dare più tempo libero a Pierino, ma le cose sono letteralmente precipitate». Ora l’obbiettivo della famiglia è far uscire l’anziano 85enne dal carcere. «Rispettiamo le decisioni della Procura - dice Franco Corradini - e capiamo che in casi simili devono essere rispettate delle procedure, ma ci auguriamo che nostro padre possa uscire al più presto da quella prigione. Le sue condizioni di salute non sono buone e non vorremmo che la sua vita fosse messa in pericolo».
La liberazione di Pierino Corradini sarà decisa nei prossimi giorni. Quale sarà il tipo di soluzione che si troverà per l’uxoricida, dovrà in ogni caso tenere conto anche di quanto lo stesso anziano ha riferito alla Polizia poco dopo avere ucciso con tre colpi di pistola la moglie Maddalena di 82 anni. Corradini infatti ha detto che se gli agenti non si fossero presentati così rapidamente, la stessa pistola utilizzata per ammazzare sua moglie l’avrebbe rivolta contro se stesso. Il magistrato dunque dovrà tenere conto, nel scegliere tra eventuali arresti domiciliari e il ricovero in una struttura protetta, delle sue condizioni psicologiche per evitare eventuali istinti suicidi che possono accentuarsi nel momento in cui l’anziano si renda pienamente conto di quanto accaduto. «Capiamo - dicono i fratelli Patrizia, Franco e Franca - che per il suo bene probabilmente la soluzione migliore sarebbe l’inserimento in una struttura specializzata a trattare casi come il suo. Quello che ci interessa è che possa, nonostante tutto, trovare quel minimo di serenità che gli consenta di vivere in pace gli anni che gli restano».
Rino Filippin
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