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«Illica, qui è peggio di un bombardamento»

«Illica, qui è peggio di un bombardamento»

Il castelnovese Max Martini, cineoperatore per conto di Sky, in uno dei paesi all’epicentro del sisma

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«È come un bombardamento. Ma forse le bombe dall’aria avrebbero fatto meno danni. Qui tutte le case sono state distrutte, rase al suolo. Le poche rimaste in piedi sono talmente lesionate che dovranno essere abbattute».

Le frasi al telefono arrivano smozzicate, a intervalli mentre si sente l’eco delle urla rabbiose di una donna. Cineoperatore di lungo corso, il castelnovese Max Martini è stato tra i primi ad arrivare a Illica, in provincia di Rieti, assieme ai soccorritori. Nonostante non sia nuovo a interventi in casi di calamità o disastri questa volta è rimasto colpito nel profondo. Titolare di una sua piccola casa di produzione, la MM’s Production, da tempo lavora per Sky ed è proprio per questa emittente che ha curato le immagini e i collegamenti.

«Sono messi anche peggio di Finale - dice - Qui a Illica non ci sono rimaste altro che pietre a terra. E dire che prima del terremoto era un borgo delizioso, tutto rimesso a posto, con una quarantina di residenti d’inverno. L’estate invece il numero degli abitanti aumentava, e di molto. Tanti romani avevano qui la seconda casa e così pure i paesani che sono emigrati altrove. Le immagini da cartolina però non esistono più, ci sono solo macerie, desolazione e disperazione nei sopravvissuti. Di sicuro ci sono cinque morti e stamattina sono riusciti a estrarne solo uno.

Il bilancio delle vittime avrebbe potuto essere molto più pesante se le scosse fossero arrivate uno o due giorni prima, quando le case dei vacanzieri erano tutte piene. Per fortuna molti di loro erano rientrati a Roma, distante da qui 140 km. Ora bisognerà seguire cosa accadrà con i soccorsi. Qui la gente si lamenta con ragione perchè si ritrova con niente in testa e devono affrontare a mani nude questo disastro».

La precedenza è ovviamente nel recupero delle salme. Illica è a nove chilometri da Pescara sul Tronto, altra frazione rasa al suolo dalle scosse di ieri notte ed è a metà strada tra Ascoli Piceno e Rieti.

Praticamente è all’epicentro del sisma e le scosse non hanno risparmiato nulla e nessuno. Le polemiche, le recriminazioni sono già cominciate.

«Non sappiamo neanche dove lavarci la faccia, dove andare al cesso ...» Nel telefono si sentono arrivare gli improperi di chi è lì tra le macerie e si sfoga contro chiunque abbia una divisa da soccorritore. (s.c.)

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