«In Puglia per spegnere incendi»
Nonantola. Il volontario Alessandro Ansaloni: «È dura, ma mi ritengo fortunato»
NONANTOLA. Incendi, terremoti, esondazioni. Protezione Civile è servizio, altruismo, volontariato, gratuità. Tuttavia non è facile inquadrare in una sola definizione Alessandro Ansaloni. Nonantolano doc, quarantenne, sportivo, stretta di mano vigorosa e sorrisone. È Carabiniere per servizio militare, è in Protezione Civile, è volontario della Associazione Nazionale Carabinieri, è titolare della Meccanica Ansaloni di Nonantola. Ed ha trascorso l’estate a spegnere incendi in Puglia e nel modenese. Perché Ansaloni è membro del Nucleo Provinciale di volontari specializzati nell’antincendio boschivo dopo il corso svolto in A.I.B.
«Siamo rimasti per una settimana, dal 3 al 10 di agosto - racconta Alessandro -. Eravamo dodici operativi accompagnati da Roberto Ferrari, presidente della Consulta Provinciale del Volontariato per la Protezione Civile. La situazione? Difficile. Abbiamo operato sempre con un forte vento il che rendeva arduo lo spegnimento dei focolai. I turni erano di mezza giornata. Si tratta di un’attività che sfinisce perché non si può mai abbassare la guardia, anche se l’ultimo giorno di permanenza mi sono concesso una nuotata in quelle acque meravigliose. Quanto al rientro nel Modenese abbiamo avuto molto lavoro. Da metà luglio a metà settembre monitoriamo il territorio e gli Appennini sia da punti fissi che con mezzi mobili. L’allerta è costante».
Siete in preallarme per il terremoto in Centro Italia?
«Fino a quest’ora (il tardo pomeriggio di ieri, ndr) no. Ci hanno chiesto attrezzature. La sede di Modena si è già attivata. Siamo pronti per partire anche noi, appena ci chiameranno».
Può dare una definizione di sé?
«Mi ritengo una persona fortunata».
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