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Modena già in azione La corsa dei volontari

di Saverio Cioce
Modena già in azione La corsa dei volontari

La macchina della Protezione civile si è subito messa in moto Un primo gruppo di quaranta persone è partito verso Ascoli Piceno

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La macchina modenese dei soccorsi si è messa in moto pochi minuti dopo l’allarme delle scosse nel Lazio e nelle Marche.

Le quattro componenti principali della Protezione Civile si sono mosse autonomamente sotto la regia regionale e già da ieri nel tardo pomeriggio le avanguardie di uomini e mezzi hanno cominciato ad affluire verso la provincia di Ascoli Piceno, dove la colonna mobile dell’Emilia Romagna ha concentrato un convoglio di una ventina di camion con moduli pronti oltre ai mezzi di soccorso per un campo da 250 persone. La destinazione più probabile dovrebbe essere Montegallo, un paese di 600 anime tra le montagne dell’Appennino, nel cuore del parco naturale dei Monti Sibillini, a 800 metri d’altezza.

In totale nella notte sono arrivati una quarantina di modenesi, tra i soccorsi d’emergenza veri e propri e i volontari che si occuperanno dell’assistenza alle popolazioni in senso stretto.

Le difficoltà logistiche sono state subito evidenti per quanto riguarda la viabilità che nelle zone collinari e montagnose è fatto di strade con carreggiate strette. Poco prima delle 21 di ieri sera la colonna si è compattata in autostrada dopo Rieti per l’ultimo tratto.

Ma la mattinata è cominciata presto. All’alba è partito il tam tam della protezione civile modenese che ha cominciato via sms a raccogliere le disponibilità dei volontari oltre che radunare nel Centro Operativo di Marzaglia i mezzi e tutto il materiale preconfezionato per le operazioni di emergenza, gruppi elettrogeni compresi. Nel corso della giornata sono partite 8 persone della Protezione Civile modenese con un camion gru attrezzato con bagno e doccia, un mezzo che funge da segreteria logistica e un officina mobile.

Una caratteristica fondamentale nei soccorsi è quella della completa autosufficienza dei soccorritori, che non possono pesare agli altri in mezzo alle popolazioni che aspettano di essere aiutate. Da questo punto di vista i primi a muoversi con un’organizzazione collaudata sono stati gli alpini dell’Ana di Modena, che hanno una sezione che si occupa solo di emergenze per calamità naturali; in tutto 457 persone pronte a lasciare lavoro e famiglia, abituati a lavorare in qualsiasi condizione di tempo e luogo, specializzati con alpinisti, elettricisti, cucinieri e così via. In prima mattina è partito in avanscoperta come vedetta assieme ad altri quattro colleghi Sergio Pederzini , che ha dato le indicazioni agli altri. In serata ce n’erano altri 15 sotto la guida di Mauro Ghirardelli che hanno raggiunto il Lazio. Della loro tenuta e affidabilità non discute nessuno, vista l’esperienza recente nella Bassa dove hanno gestito per molti mesi un campo di 500 persone. Con loro viaggiano gruppi elettrogeni e presto arriveranno le cucine da campo, viveri e una vera e propria centrale elettrica. Partiti anche un i Vigili del Fuoco con una decina di persone, compresa l’Unità Cinofila specializzata nel ritrovamento delle persone. Li accompagna come sempre Piera, una femmina di “border collie” , vanto del nucleo.

Mobilitata anche la Croce Rossa con i modenesi in prima fila che costituiscono, ad esempio, l’ossatura della squadra ricerca persone; in più ci sono 5 specialisti, tra cui due camionisti.

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