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Servizio trasporto illegale: multa e mezzo sequestrato

di Rino Filippin
Servizio trasporto illegale: multa e mezzo sequestrato

Svolgeva attività per la comunità delle badanti. L’ammenda è di 4mila euro Il furgone era gestito da padre e figlio ucraini. Una parente procacciava i clienti

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Forse pensavano che, esercitando la loro attività in nero, essere vicini al comando di Polizia municipale li avrebbe garantiti da eventuali controlli. Come dire: se lavorano a cento metri dalla Polizia locale saranno certamente in regola. E invece proprio no.

È stato grazie a una pattuglia di via Tre Febbraio se padre e figlio ucraini autotrasportatori illegali sono stati scoperti. Per loro è scattato il sequestro del mezzo oltre a una maxi ammenda di ben 4mila euro. Nel furgone è rimasta anche tutta la merce che avrebbe dovuto partire alla volta appunto dell’Ucraina. L’operazione è scattata nel pomeriggio di qualche giorno fa. I due autotrasportatori, da tempo tenuti sotto osservazione, si erano piazzati come al solito nel grande parcheggio che si trova in viale Peruzzi, distante circa 150 metri dall’ingresso della polizia municipale. Gli sportelli posteriori del mezzo erano aperti e numerose badanti dell’Europa dell’Est stavano caricando gli oggetti da spedire. Tutti pacchi di diverse dimensioni, senza indicazioni particolari relativamente al contenuto. A quel punto sono entrati in azione i vigili che hanno chiesto i titoli previsti per esercitare la professione di autotrasportatore. Ovviamente la coppia non ha potuto far altro che ammettere che il trasporto era organizzato “in amicizia” con i vari clienti. Pare che padre e figlio potessero contare su Carpi del collegamento con una parente di professione badante, che trovava clienti dell’Est interessati al servizio offerto. E, a quanto pare, il lavoro procedeva molto bene tanto che l’appuntamento nel parcheggio veniva fissato con una cadenza settimanale.

Senza contare che, come tutti sanno, un altro parcheggio poco distante assolve alla stessa funzione con altri “operatori” dell’Europa dell’Est. Ovviamente si tratta di una attività perfettamente lecita se effettuata entro i limiti legali previsti e assolvendo ai doveri di natura fiscale. Ovvio che “in nero” diventa concorrenza sleale per chi invece lavora rispettando le regole di questo tipo di commercio. L’operazione svolta dai vigili, complessa dal punto di vista burocratico, è andata avanti dal pomeriggio fino alle 21 di sera.

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