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Modena, via Cannizzaro e dintorni: «Fermate questo degrado»

di Gabriele Farina
Modena, via Cannizzaro e dintorni: «Fermate questo degrado»

Dall’ex-chiesa Maria Immacolata al parco di piazza Rossa i residenti segnalano «Zone fatiscenti e strane frequentazioni. I progetti di recupero? Spariti nel nulla»

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MODENA. «Una volta si diceva che andare in parrocchia non fa male a nessuno. Ora invece…».

L’ironia è un’arma di difesa, forse l’ultima, contro il degrado avanzante. Siamo davanti all’ex chiesa Maria Immacolata in via Cannizzaro. L’immagine che si percepisce in quest’area del Villaggio Giardino è quella “di una clessidra rovesciata”. I segni del tempo sono palesi e non possono che destare sorpresa e impressione. La croce è arrugginita, le erbacce davanti all’ingresso sfiorano il metro d’altezza. I muri dell’edificio di culto sono ricoperti da scritte. Una falce e un martello sul lato occidentale avrebbero fatto infuriare don Camillo. Tuttavia, ve ne sono di offensive.

Dall’altra parte, le scale presentano ampi segni di ruggine. Gli stessi sono ben evidenti in una delle due porte da calcio nell’area verde a est. È la parte meglio tenuta dell’area. Alle spalle della chiesa si trova un fabbricato più basso. Porte e finestre sono serrate. Nel lato orientale si trovano cocci di vetri rotti. Il tetto è cosparso di buchi in più punti.

«I ragazzini ci si arrampicano sopra - denuncia Mariagrazia Cinquetti - dobbiamo aspettare che qualcuno si faccia male? Non si fa tempo a mettere un cestino che subito è danneggiato. La zona è malandata, pericolosa e non controllata da nessuno». Non è una novità. «È chiusa dal 2008 - ricorda Raffaele Munari - e tutto è fermo per una questione politico-economica tra il Comune, la parrocchia e i privati. Il primo progetto è stato fatto nel 2004, ma è stato fermato per la crisi. Ho presentato le mie prime perplessità un anno e mezzo fa: ancora attendo risposte».

L’uomo è consigliere pastorale presso la parrocchia del Gesù Redentore. Nella chiesa di via Leonardo sono confluiti i fedeli sia da via Cannizzaro sia dall’ex chiesa che ha conservato il nome. «La vecchia parrocchia del Gesù Redentore è stata però rasa al suolo», aggiunge Gabriella Golinelli. Un’ipotesi che alcuni residenti avrebbero preferito. Hanno celebrato matrimoni, battesimi, comunioni e cresime all’interno.

«Ogni volta che ci passo sono meravigliata - riprende Mariagrazia - è un segno di degrado per tutto il quartiere».

Diversi i progetti allo studio. Tra le possibilità l’affidamento a una comunità di fede diversa. I residenti ricordano l’impegno di Fabio Poggi (ex assessore alla Partecipazione), Cristina Cavani (presidente di quartiere) e don Fabio Bellentani (il nuovo parroco). “Assenti ingiustificati”, secondo chi vive l’area, gli agenti della Polizia Municipale. «I vigili di quartiere li abbiamo visti dopo la presentazione e basta», spiega Mariagrazia.

«Dopo cena facciamo due passi a piedi con la torcia - riconosce Loris Bergamini - non si vede nessuno, non si sa dove si sta andando». Non mancano altre segnalazioni. Mariagrazia riferisce di ragazzi che disturbavano la quiete pubblica di notte, Gabriella di un intervento lo scorso anno dei vigili del fuoco per un principio d’incendio. «Vivo in zona da 35 anni - esordisce Ermando Bussetti - e la situazione è peggiorata tanto». L’uomo descrive i problemi nella zona di via Cannizzaro e amplia il raggio d’azione alla piazza Guido Rossa. «In quella panchina - indica Roberto Roganti - dormiva lo spacciatore arrestato alla Delfini. Alcune persone fanno i loro bisogni in mezzo agli alberi. Si spostano per scroccare la connessione tra la piazza e via Cannizzaro. La Municipale non interviene mai». «Davanti alla Conad Giardino ci sono tre persone aggressive che chiedono l’elemosina - conclude un’esercente - e tante persone danno loro qualcosa perché hanno paura. Da noi è il degrado».

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