Denuncia di un formiginese: «Gimkana per fare una puntura ma a pagamento si trova subito»
Il marito della paziente costretto a peregrinare tra vari uffici dell’ospedale di Baggiovara «Nessuno ci dava l’appuntamento, ma con 182 euro il posto è libero». L’Ausl: «Utente mal informato»
FORMIGINE. «Si è rivolta invano a sei diversi sportelli e uffici per un urgente ciclo di infiltrazioni, ma nessuno è stato in grado di fissarle l’appuntamento. Per la stessa terapia in regime di libera professione, invece, è bastata una telefonata. La prestazione è stata erogata mercoledì al costo di 182 euro». Inizia così la lunga denuncia del disservizio sanitario, diffuso dalla Cisl, che poi entra nel merito.
«Protagonista della vicenda A. M., una donna di 45 anni residente a Formigine, che il 13 agosto viene accompagnata dal marito al pronto soccorso di Baggiovara per curare una dolorosa lombosciatalgia che l’affligge da alcune settimane (una recente risonanza magnetica ha rivelato la presenza di un’ernia discale). Il neurochirurgo che la visita le prescrive alcune medicine e un eventuale ciclo di infiltrazioni Tc guidate. Poiché la terapia farmacologica non risolve il problema, il marito della donna si attiva per le infiltrazioni».
L’uomo si reca alla farmacia comunale di Formigine, ma la procedura impedisce di fissare l’appuntamento. Lo stesso accade il 17 al Cup di Formigine, che dirotta l’uomo al Cip (Centro interno di prenotazione) dell’ospedale di Baggiovara. Poiché al telefono non risponde nessuno, l’uomo si reca di persona al Cip, ma neanche qui riesce a ottenere l’appuntamento. L’addetta del Cip lo manda alla segreteria della Neuroradiologia (l’unità operativa che dovrebbe eseguire le infiltrazioni), ma neanche stavolta risolve il problema.
«A nulla serve - continua la Cisl - far presente che le infiltrazioni sono state indicate da un medico di quello stesso ospedale, cioè da un loro collega: l’impiegata risponde che amministrativi e medici non sono colleghi… Il marito della donna minaccia di non andarsene senza l’appuntamento. Gli viene risposto che se vuole protestare può rivolgersi all’Urp dove effettivamente va e dove una gentile signora ascolta, prende nota e promette di occuparsi del caso il mattino seguente. Ma l’uomo non vuole aspettare e si reca al reparto di Neurochirurgia, sperando di incontrare lo specialista che cinque giorni prima ha visitato al moglie al Ps. La fortuna lo assiste, ma neppure il neurochirurgo può fissargli quell’appuntamento. Il medico avverte l’uomo che in ogni caso i tempi di attesa sono lunghi e, vista l’urgenza del problema, gli suggerisce di chiedere la prestazione in regime di libera professione, cioè a pagamento». Parte la chiamata e in effetti c’è la prenotazione nel giro di una settimana ma al costo di 182 euro. «Nei giorni seguenti - conclude la Cisl si rifà viva anche la signora dell’Urp, la quale nel frattempo ha parlato con il neurochirurgo che ha visitato la moglie al Ps. Non si parla ancora di appuntamento, anzi a quanto pare per risolvere il problema bisogna aspettare il rientro dalle ferie (1 settembre) del primario della Neuroradiologia».
La replica dell’Ausl è immediata e “smentisce categoricamente l’indisponibilità della prestazione erogata dall’Unità operativa di Neuroradiologia in regime istituzionale presso l’ospedale di Baggiovara. Ad la prima disponibilità in regime istituzionale della prestazione da parte del neuroradiologo è al 13 settembre, ed è prenotabile al Centro di prenotazione interna (Cip) dell’ospedale. Trattandosi di una prestazione di secondo livello prescrivibile solo dallo specialista neurochirurgo la prenotazione non è mai stata disponibile a Cup. Nel caso segnalato si è certamente verificato invece un problema nelle modalità di accesso, a causa del quale l’utente non è stato correttamente informato sul percorso di prenotazione. L’A usl è disponibile a verificare direttamente con l’utente quanto accaduto per mettere in atto i necessari correttivi».
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