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Modena

L’oasi piena di rifiuti verrà presto bonificata

di Gabriele Farina
L’oasi piena di rifiuti verrà presto bonificata

Vie Barchetta, Cavani ed Emilia Ovest: Il Comune accoglie l’appello dei residenti Un intervento da 40mila euro da parte delle ditte proprietarie degli stagni

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«Una nostra bella vittoria». Qualcosa s’è mosso nella cosiddetta “area naturalistica” Barchetta. Entro l’autunno partiranno i lavori per eliminare il degrado nell’area. S’interverrà tra le vie Cavani, Barchetta ed Emilia Ovest. L’allarme era stato lanciato da un cartello dai toni goliardici, ma dai problemi reali. Ufficialmente si parla di “flora”, “fauna” e “sport praticabili”; tuttavia, all’elenco si aggiungono topi, nutrie, zanzare, ma anche rifiuti e prostitute.

Dal Comune hanno fatto sapere che i problemi sono stati causati da un avvallamento del terreno. Il fenomeno ha portato a una pozza d’acqua superficiale, divenuta habitat di molte specie. La presenza umana ha fatto il resto. Gli interventi hanno un costo stimato di 40mila euro. Le spese saranno sostenute dal Consorzio attività produttive e dalla Cmb. I due titolari sono proprietari del terreno rispettivamente per il 70% il 30%. I lotti hanno una dimensione complessiva di oltre 5.600 metri quadrati. Si trovano all’interno dell’area industriale numero 8, conosciuta anche con la sigla “via Emilia Ovest - via Barchetta”. Da tempo invenduti, sono situati a un livello più basso della superficie stradale. Con il tempo hanno iniziato a imbarcare acqua. È nato così lo stagno, divenuto perno di problemi di varia natura nell’area. Come s’interverrà? Da copione, i lavori saranno affidati entro il mese prossimo. Il cantiere durerà tra i quattro e i sei mesi. Le aree interessate saranno in ogni caso recintate per evitare fughe di animali dall’esterno e penetrazioni di bipedi all’interno. Si prevedono operazioni di polizia esterna. «Uno schifo del genere non può essere tollerato da nessun Comune del Modenese - aveva attaccato il 22 luglio scorso Lorenzo Menabue, un cittadino arrabbiato come tanti - ci sono cessi abbandonati, macchine rotte. È una discarica a cielo aperto». Dopo quasi due settimane, giovedì 4 agosto, le due società hanno sottoscritto un accordo. Nel frattempo i cittadini avevano continuato a segnalare e anche il Comune si era mosso, inviando una richiesta informale d’intervento.

L’obiettivo è di dare una nuova forma (e un’altezza più elevata) al terreno. Per far ciò sarà utilizzato materiale proveniente da scavi. Il cartello ha rappresentato un grido d’allarme, un sos raccolto contro le aspettative dei più scettici. «È incredibile! - ha esclamato Lorenzo - Attendevamo risposte da tempo. La protesta è servita: è una nostra bella vittoria». L’auspicio in zona che possa essere l’inizio della riqualificazione dell’area. Sistemare il terreno non implica direttamente la soluzione della prostituzione o la cessazione dell’abbandono di rifiuti. Come sostiene da tempo l’intervistato, «il circolo virtuoso vale anche per l’ambiente».

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