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«Abbiamo incendiato noi le auto»

«Abbiamo incendiato noi le auto»

Roghi della gelosia: «Ci ha pagato». La confessione chiude il caso

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PAVULLO. Hanno confessato tutto i due magrebini arrestati il 15 luglio scorso dai carabinieri con l’accusa di essere gli esecutori degli incendi che hanno distrutto a Pavullo due automobili di proprietà dell’operaio 36enne Francesco Bettini. Abderrahim Yahyaoui (marocchino 26enne residente in paese) e Ousama Bouchim (29enne tunisino domiciliato qui, ma irregolare) sono comparsi il 19 e il 24 agosto davanti al pm Claudia Ferretti e alla polizia giudiziaria, ammettendo le loro responsabilità. Ovvero, di aver dato alle fiamme prima (nella notte tra il 20 e il 21 febbraio) un’Audi A4 in via Fermi, poi tra l’8 e il 9 maggio un’Alfa 156 in via Marconi, il tutto su disposizione del 48enne D.R., autotrasportatore pavullese che li aveva pagati 1.400 euro a incendio, cosa anche questa confermata dai due. Motivo dei raid, l’astio nutrito dal camionista nei confronti di Bettini per essersi messo con la sua ex moglie, nonostante lui stesso da tempo si fosse rifatto una vita. I carabinieri del nucleo operativo radiomobile sono risaliti ai due dopo un’articolata e sofisticata indagine e sono intervenuti al momento giusto: gli incendiari infatti (che hanno danneggiato anche l’auto della compagna di Bettini) non hanno nascosto di essere stati pronti per un terzo incendio, e gli inquirenti non escludono che potessero arrivare anche a un’aggressione fisica. Restano in carcere al Sant’Anna, il mandante è invece ai domiciliari, dopo aver fatto da subito ampie ammissioni. (dm)

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