Bper è tornata in corsa per Etruria e Marche
L’Ad Vandelli ha sottoposto ai consiglieri le prime valutazioni sull’opportunità di inglobare le due realtà. Da approfondire gli attivi e gli esuberi di personale
Le quattro cosiddette “good bank”, resuscitate l’anno scorso dal fallimento e ora sul mercato, tornano nel mirino di Bper Banca, che in particolare, dopo avere nei mesi scorsi esternato il proprio interessamento per la Cassa di Risparmio di Ferrara, sta valutando con attenzione i dossier che riguardano Banca Etruria e Banca Marche. Viceversa Carichieti parrebbe non attrarre in alcun modo l’istituto di credito modenese.
L’amministratore delegato Alessandro Vandelli ha informato il Consiglio di amministrazione riguardo la riapertura della procedura di vendita delle quattro good bank, dopo che l’offerta dei fondi Apollo, Lone Star e Apax per rilevare l’intero pacchetto delle quattro banche si è rivelata lontanissima da quanto richiesto dall’Autorità di risoluzione (almeno 1,4 miliardi di euro).
Per questo motivo Roberto Nicastro, presidente dei quattro istituti, ha deciso di puntare sullo spacchettamento delle good bank e ha rinunciato alla vendita globale.
E di questo possibile “spezzatino” ha appunto parlato l’Ad Vandelli ai consiglieri di Bper, lanciando il complesso processo di valutazione sulla possibile acquisizione di Etruria e Marche nell’ottica di un allargamento del proprio raggio d’azione sul territorio nazionale. I tempi per rendere ufficiale la propria manifestazione di interesse (non vincolante) sono decisamente stretti se non interverranno proroghe da parte dell’Authority. Ora il Cda di Bper Banca dovrà riunirsi proprio con l’obiettivo di approfondire le valutazioni sui punti nodali che condizionano una possibile discesa in campo: da una parte l’analisi degli attivi di queste banche, rinate dalle ceneri di quelle di fatto fallite, e dall’altra c’è il tema dei possibili esuberi di personale. Da quest’ultimo punto di vista Bper vanta una lunga tradizione di rapporti non conflittuali con i sindacati e ovviamente si vorrebbe continuare su questa linea nella gestione delle eccedenze. Da fonti milanesi si è appreso che l’entità della possibile offerta da parte di Bper Banca per l’acquisizione delle due good bank dell’Italia centrale si aggirerebbe sui 300 milioni di euro.
Va d’altra parte sottolineato che ci sono anche altri importanti istituti di credito interessati a questi dossier come Crédit Agricole (tramite Cariparma) e Ubi Banca.
Stefano Turcato
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