Modena: Pavarotti, nel 2017 le rivelazioni di Tino
La promessa dell’ex assistente del tenorissimo l’altra sera alla presentazione del libro “Vincerò” alla festa Pd a Modena
MODENA. «Non parlo del mio rapporto di collaborazione con il maestro Luciano Pavarotti - spiega Edwin 'Tino' Tinoco, ex assistente del grande tenore modenese - posso solo dire che il libro di memorie bloccato due anni fa possa vedere la luce l'anno prossimo. Nel 2017, infatti, saranno dieci anni dalla morte di Pavarotti, ma i ricordi non hanno una data di scadenza».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.14021282:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/vincero-libro-dell-ex-assistente-di-pavarotti-il-video/63190/63653]]
L'uomo peruviano, oggi manager di una serie di cantanti lirici tra cui la promettentissima Joanna Lewinska, era giovedì sera alla festa del Pd per la presentazione del volume “Vincerò. L'ultima partita con Luciano Pavarotti” di Rocco Mastrobuono. Una serata che ha visto Tinoco affiancare gli amici della briscola di Luciano Pavarotti. Luciano Guelfi detto il Colonnello e Giulio Bonacini detto Bòla, insieme al defunto Giorgio Maletti, per molti anni hanno accompagnato il grande tenore modenese in giro per il mondo per distrarlo dallo stress delle sue performance canore. “Vincerò” edito da Artestampa - presentato in anteprima dalla Gazzetta poche settimane fa - è la storia, davvero curiosa, degli amici di gioventù di Big Luciano.
A coordinare la serata il giornale Roberto Armenia e l'editore Carlo Bonacini che spiega: «Ho deciso che questo volume non sarà l'unico dedicato a Pavarotti. Luciano era ed è un patrimonio della città, è nella storia di Modena e la sua esistenza deve essere spiegata ai modenesi anche nel suo aspetto privato. Per questo Tinoco ed io speriamo di pubblicare il volume scritto due anni fa e oggi bloccato dalla vedova Nicoletta Mantovani. Non demordo perché occorre spiegare bene chi era Luciano, il figlio del fornaio, nato a San Faustino nelle case popolari che giocava nel cortile di mia nonna. Una volta ne parlai con Luciano e lui mi disse che allora non era il tempo giusto per questi libri, ma oggi lo è». La serata è stata animata dalla voce cristallina di Joanna Lewinska e soprattutto dagli aneddoti di Guelfi e Bonacini.
Stefano Luppi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
