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Al Premio Zocca Giovani la “confessione” di Manfredi

Al Premio Zocca Giovani la “confessione” di Manfredi

ZOCCA. Si è conclusa, con una tavola rotonda letteraria e con la premiazione dei vincitori, la decima edizione del Premio Zocca Giovani. Sul palco il giornalista Bruno Ventavoli che ha dialogato con...

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ZOCCA. Si è conclusa, con una tavola rotonda letteraria e con la premiazione dei vincitori, la decima edizione del Premio Zocca Giovani. Sul palco il giornalista Bruno Ventavoli che ha dialogato con Guido Conti, Valerio Massimo Manredi e Antonio Riccardi. Manfredi, ritornando agli anni di collegio, ha ricordato come è nata la sua passione per la lettura: «Ero in un collegio di suore - ha spiegato lo scrittore e conduttore televisivo - Purtroppo i divertimenti erano davvero pochi, ma avevamo a disposizione una biblioteca di 25.000 volumi. Credo di aver letto tutta la letteratura d’avventura, poi mi sono innamorato dell’Odissea. Ho letto libri dall’inizio alla fine, senza mai staccare gli occhi dalle pagine, nemmeno per mangiare. Per leggere passavo notti insonni o leggevo di nascosto in classe nelle ore più noiose. Con quei libri ho potuto vivere vite che in collegio non avrei mai potuto immaginare. Piano piano da lì ho iniziato a capire che la nostra mente è più grande delle nostre vite e che una vita sola non basta per trovare il senso della nostra esistenza. La conoscenza è la risultante di tutte queste altre vite che scopriamo dentro i libri».

Il prof Alberto Bertoni si è invece intrattenuto con i due vincitori del premio: Giovanni Fiorina con Masnago, un romanzo di formazione legato alla pallacanestro, ha vinto il Premio Zocca Giovani al Quadrato, determinato dai giudizi dei lettori sotto ai 28 anni. Mentre Simona Morani, con Quasi Arzilli, ha vinto il premio generale. Il romanzo della Morani ha come sfondo della narrazione un bar dell’Appennino reggiano, con le strorie degli ottantenni avventori (i “quasi arzilli” del titolo) ad essere messi in primo piano: «All'università ho studiato lingue - ha raccontato la giovane vincitrice del premio - e facevo molti viaggi all'estero. Ma ogni volta che tornavo a casa mi rendevo conto delle perle che avevo nel mio paese. Così ho voluto che i protagonisti fossero proprio questi anziani e le loro storie».

Federico Covili

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