«Dopo 50 anni gettiamo la spugna»
La storica tessitura Silvestri verso la chiusura: «Non c’è più mercato per i piccoli»
Un altro piccolo tassello della storia recente del tessile carpigiano se ne va. La “Tessitura Silvestri Quinto & C.” si avvia infatti alla chiusura.
«Tempo sei mesi, un anno - racconta il titolare - abbasseremo le serrande: il lavoro scarseggia e troppi clienti pagano poco e male. Non sono più gli anni ’60 quando si andava a gonfie vele, adesso la barca fa acqua ed è meglio lasciare». L’azienda, fondata nel 1967, ha sempre lavorato per conto terzi. «Mi spiace - continua - anche perché mio figlio è un programmatore di macchine per la tessitura e sarebbe stato bello poter continuare con la nostra azienda, ma non c’è più spazio. Almeno per chi, come noi, non può permettersi di investire due milioni di euro in nuovi macchinari all’avanguardia. Visto che non c’è la certezza del lavoro, fare una scommessa simile potrebbe costarci la casa... e non è proprio il momento di fare investimenti simili chiedendo prestiti alle banche». La “Silvestri Quinto” negli anni d’oro del tessile carpigiano era in buona compagnia: tante le imprese di quel tipo, medio piccole, al servizio di pronto moda e confezionatori. «Adesso - continua Silvestri - siamo rimasti in pochissimi e quei pochi in attività, pensate, mendicano lavoro ai cinesi. Figuratevi a che prezzi possono lavorare...; diciamo che certi miei colleghi al momento lavorano alla pari: tante spese, tanti ricavi. Insomma c’è poco da stare allegri. Siamo ridotti a produrre teli di tessuto solo per fare i campionari. Certo le aziende di tessitura grosse lavorano, ma in quei casi dietro ci sono capitali ingenti. Le aziende familiari sono “alla frutta”». (ri.fi.)
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