Gazzetta di Modena

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Progetto antisismico bloccato da anni

di Daniele Montanari
Progetto antisismico bloccato da anni

Pavullo. La sistemazione della sede dell’Unione dei Comuni non decolla. Revocato l’incarico al tecnico, c’è un sostituto

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PAVULLO. La sede della vecchia Comunità Montana (ora Unione dei Comuni) è a rischio sismico, e necessita di importanti lavori di consolidamento. Ma a sei anni ormai dal primo via libera all’intervento, devono ancora partire.

Diciamo pure che è andato incontro ad ampie lungaggini il progetto di risistemazione di uno degli edifici chiave di Pavullo, che per la sua funzionalità è un po’ cuore decisionale del Frignano. Ma ora sembra la volta buona, visto che è stato reclutato un nuovo progettista a cui è stato dato tempo fino al 10 novembre per redarre il progetto esecutivo. Per l’apertura effettiva del cantiere, tra ulteriori adempimenti burocratici, bisognerà aspettare un altro anno, se non oltre. Certo che il terremoto del centro Italia rilancia con forza il bisogno di un’azione di adeguamento del vecchio patrimonio immobiliare.

Ma la cronaca, anche a Modena, è fatta di continui esempi di quanto l'operazione sia difficile da attuare. Le intenzioni ci sono, ma tra il dire e il fare possono passare lunghi periodi in cui, di fatto, si incrociano le dita, sperando che la terra non tremi.

È vero che in appennino sono Frassinoro e Pievepelago (classificati in zona 2) i Comuni più a rischio. Ma bisogna tutelarsi, a partire dalle sedi istituzionali.

Proprio quello che si pensò nel 2010, nell’ambito della vecchia Comunità Montana includendo nel Pao (il Programma annuale operativo che declina sul territorio gli impegni presi con la Regione) un piano di manutenzione della sede “con previsione di interventi di consolidamento sismico” per quasi 300mila euro.

Nel novembre di quell’anno si assegnò subito a un ingegnere la progettazione preliminare ed esecutiva per un totale lordo di 24.660 euro. Ma solo cinque anni dopo, novembre 2015, il responsabile del Servizio geologico-sismico della Regione ha potuto approvare la prima parte del piano per l’ambito di competenza, non si sa se per ritardi nella presentazione del progetto o per tempi burocratici.

Fatto sta che l’ingegnere, interpellato nelle settimane scorse dall’Unione sul fine progetto, ha riferito di essere impossibilitato a completarlo nelle sue ulteriori fasi per sopraggiunti impegni lavorativi. Al che l’ente da dovuto revocare l'incarico (trattenendo al tecnico i 20.734 euro non ancora liquidati) e procedere il 18 agosto a nuovo affidamento, nello specifico all'ingegnere fiumalbino Rodolfo Biondi, individuato tramite sondaggio di mercato, a cui verrà riconosciuta una cifra lorda di 31.079 euro.

Purché per novembre scriva la parola fine su questa odissea progettuale.

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