Scivola dal trampolino: 16enne modenese rischia la paralisi
Il ragazzo è caduto al lago di Levico (Trento) battendo testa e schiena Salvato dai bagnini: era vigile, ma non aveva più sensibilità agli arti inferiori
MODENA. Quando lo hanno recuperato dalle acque del lago di Levico (Trento) era cosciente, ma aveva perso la sensibilità degli arti inferiori. Il giovane, 16 anni di Modena, è rimasto vittima di un grave infortunio ieri, attorno alle 17, al lido di Levico. La dinamica non è ancora chiara: sembra che sia scivolato dal trampolino da 3 metri - forse mentre ne stava regolando la rigidità agendo sul fulcro mobile - andando a sbattere, con testa e schiena, sul pontile di legno sottostante.
Il soccorso è stato effettuato da due dei bagnini privati del lido. «Lo hanno recuperato e portato a riva proteggendogli collo e schiena e applicandogli il collare», spiega una delle titolari.
«Poi è arrivato l’elisoccorso che lo ha immobilizzato e portato all’ospedale». Il trampolino sporge da una struttura in legno alta 5 metri e molti bagnanti si tuffano anche dalla sommità. Tutti sono tenuti però a rispettare le regole di sicurezza interne: «Fino ai 14 anni devono essere accompagnati dai genitori. Bisogna naturalmente sapere nuotare, e non si può tuffarsi con materassini o bracciali. Per il resto, ci vuole un sempre buon senso: aspettare che riemerga e si sposti chi si è tuffato prima e non giocare a spingersi l’un l’altro. Per quanto tu stia lì a controllare, gli incidenti possono succedere. Noi se assistiamo a comportamenti scorretti, richiamiamo i bagnanti. I nostri bagnini sono sempre presenti». In caso di bisogno c’è il supporto del gommone del servizio Spiagge Sicure, che opera anche sul lago di Levico.
«Il 90% degli incidenti alla colonna sono causati da questi tuffi dai trampolini, dalle rocce e dalle liane appese agli alberi», spiega Marco Salvo, che del servizio è coordinatore. (l.m.)
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