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Il salasso dei libri di testo Meglio l’usato di internet

di Valeria Cammarota
Il salasso dei libri di testo Meglio l’usato di internet

I negozianti: «Non c’è convenienza ad acquistarli nei centri commerciali» «Il 90% punta sui testi riciclati, ma le scuole spesso impongono nuovi contenuti»

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Il 15 settembre ricominceranno le scuole e le famiglie fanno i conti con l’acquisto dei testi. Una spesa che, specie alle superiori, è alta. Chiara Chiessi, titolare della Cartolibreria Luppi in via Ugo La Malfa, fa una sintesi.

«La spesa varia in base all’istituto – spiega - in media è più alta nei licei, soprattutto al linguistico, dove si studiano tre lingue che necessitano di altrettanti vocabolari: il primo anno essa si aggira sui 400 euro, vocabolari esclusi. Il secondo step, abbastanza duro, è nel triennio, quando si cambiano molti testi che si portano fino in quinta, e che si aggira sui 400 euro circa. Diverso negli istituti professionali, dove la spesa è di circa 300 euro, anche se gli studenti soffrono la spesa per l’attrezzatura tecnica».

Un totale in tutti i casi superiore rispetto alle scuole medie, dove si spendono circa 300 euro in prima e, a seguire, 100 euro l'anno.

«Alle superiori è un po’ più bassa invece la spesa per la cancelleria, rispetto alle medie - continua Chiara - che si usa in quantità minore e si aggira sui 50 euro circa al primo acquisto».

La concorrenza nelle vendite è resa ardua soprattutto da internet, meno dai centri commerciali, secondo Chiara: «Gli sconti offerti sono in buoni spesa, dunque molti continuano ad appoggiarsi ai negozi, che forniscono un servizio e un rapporto più diretti anche nel corso dell’anno scolastico».

Quanto incide questo genere di spesa? «Settembre è impegnativo soprattutto se si hanno più figli».

Per questo un fenomeno in ascesa è dato dall’acquisto dei testi usati.

«Rappresentano la prima scelta per il 90% delle famiglie - spiegano Elena e Marco Valentini, della Libreria Mondadori di Piazza Martiri – considerando che i testi nuovi costano circa 300 euro in un istituto professionale e 500 euro nei licei. In prima si ha la spesa più grossa, poi c’è un altro “colpo” in terza, specie al liceo dove la cifra si aggira sui 400 euro. Le famiglie, di questi tempi, stanno attente nei conti e le scuole devono rispettare normative specifiche, così accade cambino testi da un anno all’altro, in base alle modifiche apportate dagli editori, con ulteriore aggravio di spesa».

C’è poi, ancora, la concorrenza di internet e dei centri commerciali.

«Questi ultimi rilasciano buoni sconto che attirano la clientela - spiegano - ma 4 euro di buono sulla cartoleria, su una spesa di 10, fa sì che comunque si siano spesi 10 euro: non esiste un risparmio di 4 euro. Un libro usato da 6 euro, invece, ne fa risparmiare realmente 4, spendibili in qualsiasi altro modo si desideri, senza vincoli merceologici».

In soccorso dei meno abbienti arrivano voucher e convenzioni, ma non solo. Giorgio Coccapani, della Libreria Fenice, conferma: «Le famiglie ricorrono all’usato o al prestito - afferma - ci si attiva in tutti i modi per risparmiare».

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