Morto mons. Pezzuoli, uomo del dialogo
L’ex rettore del San Carlo aveva 94 anni. Domani in Duomo il funerale celebrato dall’arcivescovo
È morto monsignor Camillo Pezzuoli. Aveva 94 anni e da tempo era ospite della casa del clero a Cognento. Il funerale si terrà domani in Duomo, celebrato dall’arcivescovo.
Don Camillo era nato a Maranello il 30 luglio del 1922. Nella sua lunga vita ha attraversato gran parte del secolo passato. Ordinato prete giovanissimo a Cognento, dove aveva trascorso gli anni del seminario durante la Guerra, è stato assistente nazionale della Fuci, universitari cattolicim iInsegnante di Diritto nel seminario maggiore di Modena, cappellano dell'accademia militare, Canonico del Duomo, giudice in cause di beatificazione.
Ma soprattutto, per molti anni, è stato rettore del collegio San Carlo, l'antica istituzione cittadina che lui ha contribuito a trasformare nel centro culturale importante e prestigioso di oggi.
Monsignor Pezzuoli ha partecipato in modo attivo e significativo alla storia della chiesa di Modena. È stato un prezioso testimone di un'epoca straordinaria per la società e la chiesa. Formato nella teologia del Concilio Tridentino, ha accolto con entusiasmo e approfondito il messaggio del Concilio Vaticano II. Fu il primo, durante il concilio, a spiegare ai seminaristi il contenuto dei nuovi documenti che uscivano da Roma.
Pur nelle contraddizioni e nelle reazioni prevedibili negli anni 60 e 70, è stato un uomo del dialogo, coraggioso e leale in un contesto in grande effervescenza che rischiava (come poi di fatto in parte è avvenuto) di dividere la comunità ecclesiale in tradizionalisti e contestatori. Ha creduto in un chiesa che dialogasse con la società civile, ad una chiesa povera: infatti fu uno dei sostenitori della riforma dei benefici della diocesi, la prima in Italia. Era fratello di don Vittorio un prete “riformatore e innovatore” che ha fondato la prima comunità presbiterale della diocesi a Nonantola diventando poi prete operaio.
Il suo ruolo multiformem non legato a un ufficio particolare, ha permesso a monsignor Pezzuoli di essere un uomo dalle molte relazioni provinciali e nazionali. Il contatto con i giovani del suo Collegio e dell'Accademia lo teneva legato alle problematiche più attuali. Pezzuoli, pur dotato di grande cultura, profonda spiritualità e una particolare esperienza pastorale tra i giovani, non ha scritto molti libri. Il 16 marzo del 2013 i suoi amici ex “fucini” hanno raccolto in un libro 18 suoi interventi-riflessioni di quando era assistente nazionale della Fuci. Il libro si intitola “Vedere Oltre. Scritti su "Ricerca" (1968-1974)”.
Uomo di grande fede e cultura, è stato un personaggio cerniera tra un mondo laico e non credente e la Chiesa; tra una Chiesa ancora legata alla tradizione e i nuovi fermenti.
Beppe Manni
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